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lunedì 9 maggio 2011

Ritorno in Italia


Alghero
40°33'751'' N - 8°18'860'' E

La fine di un viaggio, il mio ritorno in Italia.
Cerco di scrivere raccontandomi ma le emozioni del viaggio mi assalgono, difficile metterle in ordine. Come sempre quando mi emoziono la mia pelle diventa a buccia d’arancio, ed ora lo è.
Seduto in pozzetto, la barca con le cime a terra, la musica che accompagna le mie emozioni, il sole che cala… Tra poco finisce che sono buono da spremere.

Genova, Marzo 2010,
Incontro Amorgos, un amore a prima vista e subito partiamo insieme, scirocco forte si attende per la partenza e poi Portofino, Capraia,l’Elba, l’Isola del Giglio, Montecristo, Giannutri ed ancora piu giù Palmarola, Ventotene e Ponza.

Formia, Giugno 2010
Arrivo a Formia sistemo la mia Amorgos e parto di nuovo, Rotta per Sud e lascio dietro la mia poppa Ischia, Procida, Capri, la costiera Amalfitana e poi il Cilento.
Acciaroli, Maratea e Tropea da dove parto per le Eolie.
Stromboli, Panarea, Lipari, Vulcano, Salina, Alicudi e Filicudi e via alla ruota verso Milazzo e tutta la costa Nord della Sicilia fino a Palermo.



Trapani, Agosto 2010
Mi aspettano le Egadi, Favignana, Marettimo, Levanzo e poi rotta verso Nord con Ustica e ritorno alle Eolie.

Formia, Ottobre 2010
Risistemo un po’ Amorgos e si riparte:
L’Arcipelago della Maddalena, Bocche di Bonifacio, Baleari, Cartagena, Gibilterra, Casablanca, Canarie.














Canarie, Aprile 2010
Rotta per Madeira, poi a Levante verso Gibilterra, di nuovo il Mediterraneo ed eccomi arrivato ad Alghero.

Quante emozioni da portare per sempre con me, come dimenticare i posti, le facce, i sorrisi e quel parlare fatto di tante lingue mischiate tra loro.
Tanti e troppi sono le persone ed i luoghi che ho incontrato, con cui non ho scambiato nemmeno la mail, non c’è n’era bisogno, chi si muove prima o poi si rincontra.

L’anno che è passato è stato il più bello della mia vita, Un Anno in Ciabatte!

Ma il Viaggio continua, Amorgos è cresciuta è continuando la rotta verso Levante quest’anno incontrerà se stessa ad Amorgos.
Il Viaggio non finisce mai,
Buona Vita
Antimo

giovedì 7 aprile 2011

Non Ora

Scrivere del mio rapporto con il Mare, dei giorni passati a bordo di Amorgos è un pò come raccontare di un amore nella sua più profonda intimità, di momenti semplici in cui vivere dolci emozioni. E' difficile scriverlo, descriverlo. Ma poi il Mare ti regala dei momenti, ed altri se ne prende, dove le emozioni diventano lettere, è più facile scriverle.

Isla Graciosa, Canarie:
Dolcissima isola a nord delle Canarie dove trascorriamo alcuni giorni camminando tra lagune interne che si spingono fino alle pendici di un Vulcano, colori incredibili che si fondono e ci rendono felici. Baie incontaminate dalla presenza di esseri umani affacciate su placide acque, altre esposte ai venti ed alle onde del grande Oceano.
Paelle squisite e pedalate in bicicletta, ci prendiamo cura di noi per la traversata che ci aspetta, ci prendiamo cura di Amorgos, guardiamo le previsioni che ci dicono di rimanere li, non si esce con il Nordest che ci soffia in faccia con forza per centinaia e centinaia di miglia.
Io, Marco, Orlando, Paola e Roberta attendiamo che il Mare ed il Vento ci diano segnali propizi.
Ma non arrivano.
Allora decidiamo per un bordo di 265 miglia con rotta 250° per dirigerci a Madeira e con la speranza di incontrare venti favorevoli.
Due giorni e due notti di bolina larga su un mare non formato, piacevoli sensazioni. Al traverso a circa 50 miglia da noi il gruppo delle Isole Selvagge, Selvagem Grande, Selvagem Pequena, Ilheu de Fora, Ilheus do Norte.
La tentazione di virare è grande ma ... siamo in 5 a bordo, tiriamo dritto.
Madeira:
Dolce e bella Isola dove passiamo alcuni giorni scoprendo le bellezze dell'Isola, la sua bellissima e dolcissima frutta, il delizioso baccalà, e sempre gli occhi alle previsioni, nulla di buono ancora nonostante il lungo bordo.
Orlando e Roberta ci salutano, tornano in Italia, le previsioni ci parlano di un Nordest in diminuzione con rotazione a Nord. Prepariamo Amorgos, facciamo cambusa, tanta frutta e baccalà, e siamo pronti per partire, 567 Miglia con rotta 67° per raggiungere lo stretto di Gibilterra, 5-6 giorni di navigazione prevista.
Lasciamo Madeira il pomeriggio del 31 Marzo non senza qualche rimpianto, l'Isola meritava ancora un pò del nostro tempo, ma il Mare ci dice che è ora di andare.
Navigazione Oceanica:
Giorni e Notti che si alternano con ritmi sempre uguali, i giorni si confondono, fatichiamo ad uscire da Madeira per i venti che girano intorno all'Isola, poi incontriamo  Vento favorevole e incominciamo a risalire, guadagnando gradi che possono tornarci utili.
Indossiamo le cerate, il Mare è formato, non le toglieremo per tutta la durata del viaggio.
Come dimenticare la notte in cui il Cielo ed il Mare sono diventati un tutt'uno, stelle sopra e stelle sotto lo scafo, il plancton che illuminava la nostra scia, un alone magico che permeava tutto lo scafo e l'equipaggio. Amorgos di bolina  fendeva le grandi onde oceaniche come se non avesse fatto altro da quanto nata.
Le onde incominciano ad entrare in pozzetto, ci bagnamo, abbiamo freddo ma la vista delle tante tartarughe che incontriamo ci rincuora e ci fa sentire meno soli.
L'alba di uno dei giorni ci regala, abbastanza da vicino, la vista di un enorme spruzzo d'acqua che esce dal mare e sale alto nel cielo. Una grande balena, il mio primo pensiero è quello di sperare che ci passi distante, ma dentro di me bramo dalla voglia di vederla vicina. E poi altri spruzzi che si confondono nel cielo plumbeo di questi giorni, siamo sulla rotta delle balene.
Le onde crescono, siamo costantemente sommersi dagli spruzzi, chiudiamo tutto ma l'acqua entra anche in dinette, Amorgos continua a risalire in bolina stretta, tutto diventa difficile, mangiare, andare al bagno, cambiarsi, tutto è bagnato.
Ed allora ecco che un passero incomincia a girare intorno ad Amorgos, è stremato, non riesce più a volare, si poggia su di noi, all'inizio è spaventato ma poi piano piano inizia ad avere fiducia, posandosi definitivamente su Amorgos, si riposa, ci fa compagnia, siamo tutti stremati e sottoposti al volere del Mare.
Siamo risaliti fino ad avere lo stretto a 95°, chiamo Orlando dal Satellitare per avere un meteo aggiornato. ci dice che fino a domani c'è un Nordest che  gira ad est forza 7.
Faccio due conti, siamo in tempo per arrivare a Tarifa prima che giri, in alternativa il porto di Barbate, 10 miglia a nord dello stretto affacciato sull'Atlantico.
Il mare ci regala un serata deliziosa, le onde si calmano forse perché coperti dalle coste del Portogallo, il tramonto è di quelli che non si scordano, riacquistiamo un pò di forze.
Ore 4, 50 miglia dallo stretto:
Tutto cambia, il vento rinforza e gira a Levante, l'onda cresce velocemente, Randa e motore per cercare di risalire. Duro, durissimo, siamo tutti molto provati, decido di mettere la prua a Nord, si scatena l'inferno, strambiamo, prendo un colpo al braccio, strani pensieri vengono a galla.
Lo stretto è sbarrato, ci ha stappato via come un tappo di sughero dal collo di una bottiglia di spumante, onde enormi si frangono sulla barca.
Il porto di Barbate, impossibile da raggiungere. Saliamo ancora, 40 miglia verso nord, Cadice è al traverso, decido di risalire ancora 20 gradi per avere una bolina larga per tentare di raggiungerlo, guardo le onde, sento il vento, niente da fare si sale ancora verso il Portogallo.
Siamo esausti.
Lottiamo per sopravvivere, lo sappiamo tutti guardandoci negli occhi.
Il Mare comanda, ci porta a Palos de la Frontera, il posto da dove Colombo partì con la Pinta, la Nina e la Santa Maria per le Indie.

A bordo c'è Paola, è nata a Genova, coincidenze?
Non Ora
Entriamo nel canale, non era il nostro tempo per rientrare nel Mare Nostrum.
Grande Mare, grande palestra di vita, Grande Amorgos.
Chiudo con i versi di Antonio Machado
Buona vita, A
Viandante,
sono le tue orme
la via, nient’altro;
Viandante, non esiste la via,
la via si fa camminando.
Camminando si fa la via
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste la via,
ma solo scie nel mare.

martedì 8 marzo 2011

Profumo di Mediterraneo

Lanzarote 28°54'95''N - 13°42'30'' W
E' tempo, il profumo della primavera che inizia a sprigionarsi a Levante incomincia a richiamarmi verso le dolci e placide acque del MEDITERRANEO. Casa mia, dove non capisco i venti come girano, ho sempre una onda corta e frangente che sbatte sulla mia prua ma, è sempre casa mia.  Ho incontrato tanti navigatori che solcano le acque dell'Oceano da tanto tempo ma, incredibilmente, quasi tutti non hanno mai bagnato il loro scafo nel Mediterraneo, colpa dei venti e del mare incontrollabile, colpa dei costi proibitivi delle marine, colpa forse della loro "Ignoranza" ma.... quanto è bello navigare anche nel Mediterraneo.
Ed allora dopo un trasferimento di circa 350 miglia in solitario, solcando il grande mare dell'Oceano Atlantico, le grandi Onde, i suoi maestosi Venti (tranne quando mi servivano veramente per un guasto al motore a 300 metri dalla costa su un fondale infido pieno di secche, 5 miglia fatte in 7 ore con vele tutte spiegate, pinneggiando con la barra e .... pagaiando sporto dalla falchetta), eccomi ridotto così, Sfatto ma Soddisfatto.

Ed allora continuo a godermi questi ultimi giorni in Oceano tra le meravigliose Isole di Lanzarote e Fuerteventura, incomincio a pianificare la traversata di ritorno e dentro me sale la voglia di incontrare ancora gli affetti a me cari, le mie amiche, i miei amici, mio figlio, la voglia di navigare ancora nelle bellissime Pontine, nella Flegree, nelle Eolie dove ho iniziato questo mio viaggio e poi le Ioniche greche, il Peloponneso, le Cicladi ed Amorgos in particolare, il Dodecanneso, Creta...
Wow il viaggio continua.
Buona vita
A

mercoledì 23 febbraio 2011

Tecnica di ormeggio di Vela Latina

Porto di Vueltas, un muraglione con una scaletta scolpita dentro per salire in banchina quando la marea scende. L'alta marea sale fino a 3,20, quindi grandi dislivelli tra alta e bassa.
Ne consegue che le cime devono essere regolate spesso per evitare che in alta la barca sia troppo lontana dal muraglione e che in bassa le cime strappino sulle bitte "appendendo" letteralmente la barca.
Altra conseguenza a cui si incorre è lo sfregamento massivo delle cime in banchina, sopratutto in bassa.
Ed allora... cosa fare
Far lavorare le tre cime sulle drizze in modo da eliminare lo sfregamento e ridurre di molto il lavoro di regolazione.
Grande scuola di ormeggio di Vela Latina
le due drizze usate per la cima centrale e di prua 
la drizza usata per la cima di poppa

vista d'insieme delle tre drizze con relative cime

mercoledì 1 dicembre 2010

Uomo a terra, si salvi chi può


Non so più che giorno del Duemiladieci
Posizione (sempre quella) 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Mi ricordo che nei miei sogni da bambino e poi da adolescente quando pensavo al mare lo facevo sempre con un certo timore, che dire poi di quando una decina di anni fa mi ricoverarono in ospedale dopo che, riuscendo a tirar fuori dal mare mio cognato dalle onde di Torre Scissura, mi erano completamente usciti gli occhi dalle orbite nel pieno di una crisi di ipoventilazione (si dirà così, boh).
Ed allora il solo pensare a quell’avvertimento, che tutti noi che andiamo per mare speriamo di non dover mai dare, “Uomo a mare” mi si torcevano le budella.
Ma oggi, dopo aver iniziato a conoscere il mare ed a riavvicinarmi a lui, c’è un avvertimento che mi incute un timore ancora maggiore:
Uomo a terra.
E ci sono tanti buoni motivi per aver paura dei terricoli e delle loro abitudini.
In primis perché l’uomo a terra si impigrisce, mangia a quattro palmenti come se l’indomani non ci fosse più cibo da ingoiare, per andare a prendere il latte, 50 metri da casa, prende la macchina e fa tre volte il giro dell’isolato per trovare parcheggio, cammina a testa bassa, evita di guardare gli altri negli occhi e, sopratutto non sorride quasi mai, litiga con il o la compagna, consuma il divano, si sveglia arrabbiato.
In secondis perché l’uomo a terra guarda la TV,  guarda il TG1, e guarda il TG2, e guarda il TG3 e tutti gli altri, e poi Ballarò ed anno zero, Fazio e Saviano ed inizia legittimamente a pensare che glielo stanno mettendo nel didietro, ma poi sente la Clinton che ci dice che Berlusconi è amico suo, e poi legge Feltri e Compagni, ricade in confusione, smette di pensare e continua a prenderlo nel didietro (sarà che inizia a piacerci).
In terzis, quattro e cinque perché i terricoli lavorano, tutti i giorni per poi consumare quello che guadagnano e poi riprendere a lavorare e cosi via, perché ci sono i negozi con tante belle cosine da comprare, e se lo dimentichi te lo ricorda la Pubblicità che ti dice che se non hai quel profumo non ti s….rai mai quella donna, se non hai quell’orologio non sarai mai un uomo di “successo”, se non compri quei pannolini tuo figlio crescerà con evidenti disturbi psichici, e poi…. Il Telefonino, l’oggetto che più di tutti gli altri ti avvicina a Dio.
Ed allora di nuovo a lavorare…
Ed io come tutti, in questi giorni passati al porticciolo di Corralejo, mi sono fatto riprendere da questi meccanismi, è ora di riprendere il largo,
Forza amici miei, c’è la possiamo fare
Hasta Luego

PER COLORO CHE SONO AMICI

Non lasciarti sgomentare
Dagli addii.
Un addio è necessario
Prima che ci si possa ritrovare.
E il ritrovarsi è certo,
dopo momenti o intere esistenze,
per coloro che sono amici.

R. Bach 

giovedì 25 novembre 2010

Il Popolo del mare


Giovedì venticinque Novembre Duemiladieci
Posizione 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Eccomi arrivato in una delle isole che volevo assolutamente visitare, un’isola con un nome che nel mio immaginario mi ricorda luoghi tropicali, dolci climi e vegetazione lussureggiante, vite che si incrociano in strade ombreggiate da palme e banani, cappelli in testa ed ombrellini per le signore, passi lenti e voci appena sussurrate… ma vi saprò dire cosa invece troverò nei prossimi giorni.
I giorni passati in rada a Isla Graciosa sono stati molto belli, oltre che per la bellezza del posto anche per la sensazione di trovarsi in un crocevia di genti e di imbarcazioni, ognuno con la sua storia da raccontare magari al calar del sole quando, ognuno con il proprio tender, scendevamo in spiaggia e, accompagnati dal canto e dalle chitarre, ci raccontavamo davanti al sole che lentamente si spegneva davanti ai nostri occhi.
Per i navigatori una baia con un ottimo fondo e riparata da quasi tutti i quadranti.
E poi Arrecife, ormeggiati ai gavitelli gratuiti di fronte alla cittadina, con le sue maree, che quando torni a prendere il tender scendendo da piccoli scalini ricoperti di alghe ti accorgi che non puoi andar via perché lui è completamente poggiato sul fondo.
Ed oggi Coralejo, con i suoi pantalanes appoggiati sulle acque dell’oceano.
E in tutti questi posti incontri il popolo del mare, genti che spinti da differenti motivi si incrociano in queste acque, dalla coppia di Americani di Interlude che navigano da tanti anni e che per tirar su l’ancora si parlano con i Walkie talkie, dal Canadese che viaggia dal ’91 e che torna, a suo dire, a casa troppo spesso, ogni 5 anni per rinnovare la patente, dalla coppia di Inglesi con in faccia una rara espressione di serenità che rincontriamo nel salire le pendici di un vulcano, come capretti sferzati dal vento, e loro si fermano a parlarci come se fossimo comodamente seduti davanti ad un caldo te, dal napoletano Karste, tedesco di Germania che parla benissimo l’Italiano e da due anni è in rada a Arrecife per amore di Petra, a tanti altri ed a me, ognuno con destini diversi solchiamo il mare per un motivo comune …
Il mare non è mai stato amico dell’uomo, tuttalpiù complice della sua irrequetiezza
Hasta luego amici miei

OGNI PROBLEMA HA UN DONO

Una parte di te stesso
È sempre in pena per te.
Ma un’altra parte di te stesso
Cresce nel dolore;
tutto dunque va bene.

K. Gibran

giovedì 18 novembre 2010

Tremilacinquecento miglia fa, circa. Le vibrazioni di Amorgos


Giovedì Diciotto Novembre Duemiladieci
Posizione 29°13’15’’N  13°31’73’’W
Isla Graciosa (Canarie)
Ed eccomi qua, dopo circa Tremilacinquecento miglia, a dare fonda nel canale tra Lanzarote e l’Isola Graciosa con un’aspettativa che da sempre naviga sulla superfice della mia anima, il desiderio di pace, di serenità.
Ad un viaggio non è mai possibile scrivere la parola fine, non mi aspetto quindi di trovare la pace in fondo a qualcuna delle strade da me intraprese, ma che il mio viaggio sia un viaggio di pace, si lo desidero …
Ho mollato le cime da Casablanca alle Diciotto del Quattordici Novembre e dopo qualche ora a motore con rotta 270° in modo da prendere le distanze dalla costa Africana ho messo la prua per 220°, spento il motore, aperto le vele ed Amorgos ha iniziato ad essere sospinta in avanti, prima dolcemente e poi sempre più velocemente, verso le Canarie dai mitici Alisei di NE.
Quasi 70 ore di navigazione con venti da 15 nodi a 30 nodi, onde che salivano sino a raggiungere i 6 metri per poi ridiscendere a dolci e docili onde di due metri, Genoa aperto completamente e poi rollato quasi del tutto, a secco di vele e poi con il Gennaker aperto,  varie situazioni ma una costante:
Le vibrazioni di Amorgos.
Mai come in queste tre notti e tre giorni di navigazione si è concessa a me in una maniera così intensa e chiara, mi ha aperto i segreti nascosti nelle sue viscere e mi ha insegnato ad apprezzare la sinfonia della sua musica, come ogni singola vibrazione del suo scafo viene preceduta o seguita da un suo comportamento, dolce e sinuosa mai nervosa, sempre equilibrata.
E non era semplice, brava Amorgos e … Santo Autohelm, se non dormire mi hanno permesso di stendermi ogni tanto rimanendo tranquillo.
Mi aspetta in pozzetto una notte stellata, nel mare della mia anima c’è la luna piena che si specchia, è il viso di mio figlio.
Buonanotte amici miei

IL DOLORE E LA GIOIA
 In verità è il dolore
che ci fa crescere.
Ma è la certezza
della gioia di domani
che ci permette di superarlo.
 Mizar

martedì 9 novembre 2010

Alle porte dell’Atlantico

 Martedì Nove Novembre Duemiladieci
Posizione 36°07’12’’N  5°26’12’’W
Algeciras (nella stessa baia di Gibilterra).
Ormai svegliarmi la mattina e vedere la rocca di Gibilterra ad est di Amorgos è diventata quasi una abitudine, andare a dormire con il noto e solito concerto di drizze e di sartie è una consuetudine.
E’ passato qualche giorno da quando, qualche ora prima dell’alba, Amorgos ha messo la sua prua nella baia di Algeciras, dopo due giorni e due notti di navigazione.
L’emozione è stata forte ma ero stremato dalle tante ore di navigazione e dalla tensione dovuta, nelle ultime ore, ad una moltitudine di grandi navi che incrociavano la mia rotta. Alle tre di notte del 6 ho sentito uno strano rumore che non riuscivo ad identificare, fino a che ho visto in un angolo del pozzetto il primo pesce volante che si dimenava. Ho chiamato Elena per condividere con lei questo momento ed abbiamo deciso di restituirlo al mare, visti anche i tanti regali che quotidianamente ci ha fatto, tra l’altro donandoci giornalmente cibo fresco.
Sono entrato nella marina di Algeciras ed ho ormeggiato all’Inglese su quello che poi ho scoperto essere una banchina militare, con tanto di recinzione e cancello enorme, tant’è che per uscire c’è un piccolo buco nell’inferriata fatto credo da alcuni viaggiatori come me.
Sono stato tranquillo qui per due giorni, con l’equipaggio della piccola nave militare al mio fianco che mi vedeva entrare ed uscire in continuazione con carrelli della spesa ripieni di taniche di benzina al seguito, senza dirmi niente fino ad ieri sera quanto è comparsa la Polizia Portuale.
Pensavo che, abituato alla nostra Italietta, avrei subito un processo per direttissima ed una condanna di qualche mese da scontarsi in un nebbioso paesino della padania, mentre invece in maniera molto ma molto gentile mi chiedevano di recarsi nel loro ufficio per …. Regolarizzare la mia posizione! Incredibile… e solo la mia faccia tosta mi ha permesso di dirgli, in un misto di Italiano, Inglese e Spagnolo,che…. “Sorry Amigos ora non poter, ho ospiti por cenar…” e loro… “certo, allora venga domani”… INCREDIBILE!
Oggi sono andato ed ho pagato per 5 giorni la stratosferica cifra di 29 euro con tanti saluti ed auguri di buon viaggio dalla Polizia…
Ma torniamo ai miei ospiti, una famiglia di viaggiatori che sono in mare da più di due anni e ancora ne hanno per un po’, a bordo della loro Phileas c’è Pierre con Stefanie ed i loro tre bellissimi ragazzi, un maschietto di undici anni e due bambine di 8 e 5 anni, ci siamo invitati reciprocamente una sera a testa a prendere un aperitivo ed a parlare soprattutto di mare. Domani loro partono per il Sud del Mediterraneo, Buon Vento Phileas…
Dimenticavo… la marea che qui ho iniziato a conoscere con un dislivello di circa 1,20 metri e relativo impazzimento con l’ormeggio all’Inglese che avevo fatto ad una banchina chiaramente provvista di dente… Pierre ha escogitato un buon sistema con la passarella messa tra la banchina e la barca e due parabordi appoggiati sopra in modo che non farli incastrare sotto il dente quanto la marea sale.
Ora chiudo, sono emozionato, domani salpo per Casablanca, 70 miglia per 270° e poi 145 miglia per 193°, le previsioni danno vento in diminuzione da W verso NNE ed onde di 4-5 metri con un periodo di circa 15 secondi, tempo bello e stabile, spero che gli Dei mi siano ancora una volta vicini…
Buonanotte amici miei

Il PARADISO E’ DIETRO LA PORTA

Il paradiso e lì
Dietro alla porta,
nell’altra stanza;
ma ho perduto la chiave.
M forse solo
Non ricordo dove l’ho lasciata.

K. Gibran

mercoledì 3 novembre 2010

Longitudine 0’00’00’’, grande mare, piccoli desideri






Mercoledi Tre Novembre Duemiladieci
Posizione 37°35’51’’N  0°58’82’’W
Cartagena.
Emozioni e pensieri che la notte del 1 Novembre, durante il mio primo turno di guardia, si sono affacciati alle porte della mia anima in maniera cosi intensa che ho voluto registrargli ed ora provo ad ascoltarli e scrivergli sul blog.
Il giorno appena passato è stato veramente duro e mi ha messo a dura prova, avevo quasi deciso, dopo 6 ore che mi avevano fatto guadagnare pochissime miglia a causa del forte vento da Ovest ed il mare molto ma molto grande, di tornare a Formentera ma poi l’istinto mi ha suggerito di andare avanti ed è stato un bene.
Miglia dopo miglia il mare ha iniziato lentamente a placarsi ed il vento ancora più lentamente ha iniziato a girare verso nord, la mia testa va meglio dopo la bomata presa in testa.
Da poco passata la mezzanotte, ho aperto genoa e randa completamente, vento al traverso il mare incomincia a calmarsi, notte stellata e calda.
Mancano pochi primi alla longitudine Ovest, un piccolo traguardo che mi sono dovuto guadagnare tappa dopo tappa, rinunciando ad essere vicino alle persone a me care, continuando a sradicare le mie vecchie abitudini fino al punto di lasciare casa (da Gennaio sarò ufficialmente senza fissa dimora a terra), per cosa?
Una domanda già posta tante volte, ma ancora voglio darmi risposte perché così si imprimano bene nella mia memoria.
Navigo perché continuo ad imparare, ogni giorno di più, a volermi bene.
Navigo perché spinto dalla voglia di conoscere il mare e le terre che bagna.
Navigo perché do un senso di “finito” alle mie giornate.
Navigo perché, nello stesso navigare, c’è la ricerca della mia felicità.
Come cambia, col tempo, la percezione delle distanze.
Solo pochi mesi fa, appena presa la patente nautica a giugno, le miglia che mi separavano da Ponza, Ventotene, etc mi apparivano come distanze enormi, eccomi oggi a navigare senza terra intorno per centinaia di miglia.
Come cambiano i desideri.
Fino a pochissimo tempo fa, al vedere una stella cadente, i miei desideri erano tutti GRANDI, parlavano di salute, di felicità, di una donna importante per me, di ricchezza, tutti desideri che erano destinati a durare nel tempo ed avevano bisogno di tempo per essere realizzati (anche loro, le splendide stelle cadenti hanno dei tempi, che diamine…). Ora, ogni volta che ne vedo una esprimo sempre lo stesso desiderio, che mi accompagni in porto, un piccolo desiderio, che nasce e muore in pochi giorni, che soddisfa la mia esigenza di “finito”.
Mi manca Andrea, buonanotte amici miei

APRIRSI SENZA SPEZZARSI

Solo un grande dolore
O una grande felicità
Possono svelare la tua verità.
Se vuoi rivelarti
Devi danzare nudo nel sole
O portare la tua croce.
….-….
Come potrà il mio cuore
Aprirsi senza spezzarsi?

K. Gibran

sabato 30 ottobre 2010

Formentera, la regata e…. i sacrifici umani


Giovedi Ventinove Ottobre Duemiladieci
Posizione 38°43’55’’N  1°24’07’’E
Ensenada del Cabrito, Formentera.
Ci arrivo dopo una bellissima navigazione che ha visto Amorgos filare, con una partenza alle 17,30 e dopo le prime tre ore di motore, con rotta 255° e vento da SSW alla fantastica media di 6,5 nodi/ora.
Una navigazione effettuata con mare calmo e i soliti doni ricevuti dagli Dei, un piccolo tonno ed una bella Lampuga.
Do fondo nella Ensenada  che, previsioni permettendo, dovrebbe essere ridossata dai venti previsti.
Detto Fatto, esattamente venti che ci lasciano esposti al loro infuriare, onda formata e nottata passata a …. Voi naviganti sapete come.
Alle 7,30 salpo ed entro nel Porto di Formentera dove ormeggio a fianco del mio solito distributore chiuso e incomincio a rilassarmi…
Detto Fatto, arriva il solito zelante che mi dice che non posso stare, che il porto è tutto “Full” (minchia, e cos’è, un cono vuoto da riempire), che nel pomeriggio c’è una regata, che devo andar via.
Inizio a traccheggiare e troviamo un accordo per stare poche ore.
Iniziavo a pensare che gli Dei si fossero dimenticati di noi, ho pulito e sistemato Amorgos per renderla a loro ancora più gradita e…
Detto Fatto, sono le 17, io sono sempre qui e dello zelante e della regata nessuna traccia (credo che sia a causa della Burrasca).
Allora… Grazie ancora Eolo, Nettuno e Sole, immagino che i doni ricevuti siano stati di vostro gradimento, dovrò forse un giorno passare a fare dei sacrifici umani?
A proposito… care amiche ed amici, a bordo di Amorgos siete i Benvenuti…
Vi voglio Bene, un saluto ad Aqualung, ad Orly ed a tutti i cari amici che sono ora a bordo

ALLE PORTE DELL’ALBA

Alle porte del tempio
Ho incontrato un mendicante,
ma non gli ho potuto dare niente
perché quando l’ho guardato
negli occhi per compatirlo
ho visto che in realtà
egli era me stesso.

Alle porte del palazzo
Ho incontrato ilò mio re,
ma non ho potuto chiedergli niente
perché quando l’ho guardato
negli occhi per supplicarlo
ho visto che in realtà
anche lui era me.

In preda all’inquietudine
Per tutta la notte ho vagato
E alle porte dell’alba
Mi sono chinato al fiume per bere.
Nell’acqua limpida
Si specchiava la mia immagine:
anche il fiume era me.

Mizar

sabato 23 ottobre 2010

Arrivo a Minorca


Sabato Ventitrè Ottobre Duemiladieci
Posizione 39°52’65’’N  4°18’44’’E
Una giornata tranquilla quella odierna passata a fare piccole riparazioni, pulire la barca, coprire la randa, insomma tutte quelle piccole cose necessarie dopo una traversata di più giorni.
In prima mattinata ho pulito un tonno pescato ieri alle 10, ho preparato trance da fare ai ferri, pezzi da fare al forno e tantissimi pezzettini per il sugo, ne avremmo da mangiare per diversi giorni.
Mi piace pensare che tra pochi giorni passerò dalla latitudine Est a Ovest, il mio piccolo viaggio verso il sole, dopo aver lasciato il Tirreno ed essermi tuffato nel Mediterraneo.
Oggi giornata stupenda, passata in buona parte in coperta a prendere il sole e mangiare...Spaghetti al tonno del comandante.
La traversato che mi ha portato a Minorca è stata, soprattutto nella prima parte molto impegnativa.
Le previsioni davano già dalle dodici di giovedi vento da NE che sarebbe girato a SE con onda da 2 metri a scendere… Bah… la regola è stata ancora una volta confermata: “… dovunque vai il vento sarà dritto in faccia.”
Diciotto ore di bolina stretta con vento 20-25 nodi da WNW, cercando di rubare qualche grado al vento che ci faceva scadere di rotta di circa 25°, Onde altissime ma per fortuna abbastanza intervallate tra di loro, poi dall’una di notte un po’ di calma durata fino alle sette.
Riprende a soffiare questa volta, tanto per cambiare da WSW, tiro su il Gennaker ma dopo un paio di ore il vento aumenta e via si riparte, bolina stretta, lottare di nuovo per qualche grado.
Arriviamo a Minorca e diamo fondo in una bellissima baia nel fiordo di Mahon ,Cala Taulera.
Ora devo andare, mi tocca preparare la cena, provate ad indovinare cosa cucinerò…..?
Il messaggio del giorno:

  PERDERE SENZA PERDERE
La vittoria più importante
È quella di imparare a perdere.
Quando l’insuccesso non sarà
Più in grado di ferirci,
perché avremo accettato
in piena coscienza
di essere ciò che siamo,
allora, in verità, pur perdendo,
noi non avremmo perso nulla;
e anche vincendo,
chi mai e che cosa
avremmo veramente vinto?

Quando avremmo imparato
A perdere senza perdere
La vittoria stessa non avrà
Più alcun senso per noi.

“Mizar”

mercoledì 20 ottobre 2010

In partenza per le Baleari


Mercoledi Venti Ottobre Duemiladieci
Posizione 40°56’29’’N  8°13’80’’E
Martedi pomeriggio ormeggio all’Inglese nel canale del porto di Stintino a fianco del distributore. Nonostante in porto ci siamo solo noi più volte lo zelante di turno mi intima di spostarmi, minaccia denuncie penali, invoca la pena capitale…. Ma tantè, che mondo sarebbe senza rompicog…….. Un mondo migliore senza dubbio.
   Ieri la navigazione da Isola Rossa a a Stintino, circa 30 miglia, è stata veramente molto bella, forte ponente, mare formato, bordi su bordi per risalire con rotta 260°, un delfino che ci ha dato il buongiorno, un’ora tra banchi di Lampughe (non facevo in tempo a calare l’esca che abboccavano) e tonno finale, arrivo stanco ma soddisfatto.
Oggi ho passato l’intera giornata a fare quelle piccole e grandi cose che preludono una lunga traversata.
Il tutto condito da una buona dose di ansia, non so quanto dovuta all’impegno che mi attende piuttosto che al riaffiorare alla mente di vecchie storie che non ho più voglia neanche di ricordare, oppure….. allo zelante di cui prima…
Ma ora è tutto storia vecchia, scrivo queste due righe consapevole del fatto che poche ore mi separano dalla partenza, mi attende una sfida possibile da vincere, la voglia di essere e vivere in modo “semplice”…. di volermi bene e volerne a chi mi è vicino
E’ bello avere tanti amici che nelle maniere più disparate (mail, face, tel, blog, sms, piccioni viaggiatori, messaggi in bottiglia….) si interessano di me ed al mio viaggio, mi rende felice e vi ringrazio tutti.
Oggi Karen mi scrive questo sms: “….. augurarti buona navigazione per il luoghi conosciuti e sconosciuti”, sconosciuti eppure tanto vicini penso.
Mi domando a volte perché ho iniziato questo viaggio e mi do risposte del tipo desiderio di libertà, conoscere nuovi orizzonti, vivere la mia solitudine, il piacere di navigare, ma sopratutte penso che voglio vivere appieno il tempo, l’unica vera cosa che non voglio più sprecare…
Va bè, vado a nanna, domani sveglia alle 5, tiro fuori dalla custodia il pensiero del giorno, giudicate voi:
ALTRIMENTI COME TORNEREBBE
Il mondo ha smarrito la felicità,
perché questa è dello spirito.
Chi si è allontanato dallo spirito
deve essere infelice,
perché, altrimenti, come tornerebbe? (…)
“Agni Yoga”
14

sabato 11 settembre 2010

Per Leo


Sabato Undici Settembre Duemiladieci
Banchina di Formia, ore 00,05
Sono in banchina a Formia, preparo Amorgos, progetto il mio prossimo viaggio.
Ma ora Voglio raccontare una storia.
Meltemi
Il primo incontro con lui ad Amorgos è da subito impose la sua forza, presente ovunque e dovunque, notte e giorno, padrone incontrastato e allo stesso tempo compagno di viaggio.
Misi piede a terra la prima volta ad Amorgos diversi anni fa è fu subito amore.
Ricordo con quanta frenesia, come quando aspetti che la donna a te cara si conceda, presi un aereo per tornare a Formia, il tempo di riempire la sacca e via, si parte, chilometri dopo chilometri, il Cilento, La terra di Basilicata, La Puglia e la nave che da Bari mi porta ad Igoumenisa. Terra greca, anche la mia moto avverte la differenza, Ioannina, le Meteore e tanti altri bellissimi posti, ma non ho tempo per loro, Amorgos mi aspetta con i suoi colori, i suoi profumi, conoscerò la sua gente.
Arrivo di notte e mi fermo a dormire in tenda con una coppia che ho conosciuto sul traghetto e che divide con me quel po’ di spazio che ci separa dal mare di stelle che splende sopra di noi.
E poi inizia la ricerca di una casa, della mia casa e trovo Cristophe, greco di Atene che lascia la sua città per vivere ad Amorgos, alleva Api e dipinge così come dipingevano gli antichi Egizi Tremila anni fa, graffiando e poi colorando con colori ottenuti dalla terra e dalle piante che vivono su di essa.
Lui abita di sotto e sopra mi mostra, con malcelato orgoglio, quello che vuole fittare ad una “persona giusta”, Io lo sono per lui ma è la casa che ha deciso per noi, Casa….
Riparto in moto per l’Italia, prendo la machina, dentro i miei libri, la mia musica, pasta e sugo e Tommy, il mio amico labrador e via, si riparte, Terra d’Italia, Terra Greca, Ένα πρόσωπο, μία κούρσα, Una faccia, una razza.
Inizio a conoscere la gente, ed allora incontro Dimitri, vuole essere fotografato, lo facciamo e ci chiede di mandargli le foto al suo indirizzo:
Dimitri
Chora
Amorgos
E capisci quanto sia semplice vivere qui, non il nome di una strada, niente numero civico, ne provincie, ne regioni, ne nazioni, ma solo la Gente…
Incontro la terra,
i colori, pochi ma forti,
le piante, rade ma uniche, una diversa dall’altra con la sua storia da raccontare,
e sopra tutto il Meltemi che piega tutto ai suoi capricci. Un vento che si divide, che abbracia insieme Oriente ed Occidente, e che ad Amorgos porta i profumi di entrambe le terre, dove s’incapriccia e non sa dove andare, ma sempre forte il suo ululare, notte e giorno la sua presenza al mio fianco, cammino carponi con Tommy al suo fianco, non mi sento “piegato” ma è così che su questa terra si vive,
Dan Svedese che aspetta la morte qui, Grigoria che la sera mi prepara il suo Rakomele, Gregorius che è vecchio ma ha solo trentanni e beve con me il suo Rakomele, mi guarda a lungo e parliamo, lui non capisce una parola di Italiano, io di Greco, L’Inglese qui non piace…. Ma parliamo a lungo.
Domani mi sveglierò e ascolterò ancora una volta il Meltemi.

martedì 7 settembre 2010

Venerdì Sette Settembre Duemiladieci
40°35'57'' N - 13°55'29'' E
In navigazione da 31 ore consecutive, ad ore 14 vedo le luci di Ischia, se tutto continua ad andar bene così conto di dare fonda verso le 7.30 di stamane a Parata Grande nell’Isola di Ventotene.
La navigazione è stata relativamente tranquilla tranne che per un’avaria al motore successa ieri notte intorno alle 3.
Amorgos
Il cicalino del motore ha iniziato a suonare segnalando un forte innalzamento della temperatura dell’acqua, avevo la randa issata per cercare di stabilizzarmi un po’ da un’onda formata che mi frangeva sulla fiancata sinistra.
Spento il motore e, mentre la randa continuava a portarmi sbattendo un po’, ho aperto il vano motore e mi sono subito accorto che il problema era alla girante della pompa dell’acqua.
La smonto e provvedo a sostituirla, riaccendo il motore ma una piccola perdita d’acqua dal coperchio della girante mi desta qualche preoccupazione, provo a stringere le viti e due si spezzano rimanendo bloccate nella filettatura.
La perdita aumenta e sono costretto a sgottare tutta la notte ed il mattino successivo fino a Palinuro dove entro in porto e risolvo definitivamente il problema.
Incomincio ad avvertire un po’ di stanchezza ma le due notti ed il giorno intero passate in navigazione mi ripagano di tutte le fatiche.
Continuo, soprattutto nel dormiveglia a pensarmi navigare nelle Stretto di Gibilterra e poi giù nell’Atlantico fino A Fuerteventura, Lanzarote etc
In questi giorni che sarò fermo a Formia preparerò la barca per le oltre 1.700 miglia che mi separano da questi posti.
Ci sono tante cose da fare, l’Atlantico non ti permette errori o distrazioni.
Tramonto sulle formiche di Lipari
Ma tornerò su questo punto, devo stilare un elenco delle attrezzature, dell’equipaggiamento e della cambusa che dovrò approntare.
Sono le Tre, ora torno in pozzetto a scrutare l’orizzonte per evitare grandi imbarcazioni che possano trovarsi sulla mia rotta, e le stelle per continuare a farmi indicare la giusta rotta, in queste notti continuo a vedere Stelle Cadenti e il Tramonto di oggi mi ha regalato, per la prima volta la vista del “Raggio Verde”

venerdì 3 settembre 2010

Una giornata piovosa

Venerdì Tre Settembre Duemiladieci
38°25'02'' N - 14°57'94'' E
Vulcano e Lipari
Stamattina mi sveglio dopo una notte serena, dello scirocco annunciato non si è sentito neanche un soffio. In compenso alle 10 abbiamo avuto 5 minuti infernali, un groppo da W (la baia di Vulcano Ponente è chiaramente esposta a W) ci è piombato addosso, 35/40 nodi con pioggia, barche con catena e spazi tranquilli per lo scirocco hanno iniziato ad incrociarsi, io avevo una barca che arava con l'ancora e mi veniva con la poppa sulla mia prua, e un'altra che ne aveva data troppa e mi voleva entrare con la prua a prora, momentino non male ma la mia bistrattata CQR di riserva non mi ha tradito neanche questa volta.
Alicudi e Filicudi
Salpiamo immediatamente con l'idea di arrivare a Panarea e ridossarci a Baia Milazzese protetta dal ponente passando per Lipari per fare rifornimento. Fatto carburante il cicalino del motore mi segnala un'avaria, spengo il motore, tiro su randa e fiocco e mi dirigo verso Vulcano Levante. Arrivo a vela e accendo il motore per ormeggiare in banchina. Un caicco ha preso 25 metri di banchina solo per lui tirando cime da tutte le parti, gli chiedo di accorciarne una, indugia, litighiamo. Poi si presenta lo "scemo del villaggio" che dice che comanda lui tutta la banchina e che gli devo dare 10 euro, chiamalo scemo si piazza davanti alla mia poppa e mi vuole prendere per stanchezza, alla fine mi strappa 5 euro, tutto questo con temporali che vanno e vengono, niente male come giornata.....
Poco tempo per pensare a me, Vado a dormire....
A proposito, devo ancora capire il problema al motore, girante ed olio sono a posto, bah....

giovedì 2 settembre 2010

In baia a Ponente di Vulcano. In attesa dello Scirocco che ancora non fa capolino. Vento da NNE che ha portato la prima pioggia estiva per Amorgos , è una nuova scoperta per lei credo che gli piaccia, se non altro laverà via due mesi di salsedine.
C'è una strana atmosfera, una gran calma, la pioggia spegne tutti gli altri rumori ed è come se tutti fossimo in attesa del Signor Scirocco, curiosi di vederlo arrivare forte così come se ne parla da ore, al tempo stesso un po intimoriti.
E' allora a bordo si parla di bei libri letti a bordo, si guarda arrivare altre imbarcazioni nella baia già piena e si spera che non dia ancora troppo vicino ad Amorgos, si progetta una cena frugale, cose semplici ma che hanno tutte in comune una cosa: Il Mare.

domenica 29 agosto 2010


Domenica Ventinove Agosto Duemiladieci
Posizione 38°25’11’’N  14°57’93’’E
Mollo le cime, il mare si ingrossa, il vento rinforza, Lascio Alicudi non senza la sensazione di aver lasciato qualcosa….
Rotta verso Filicudi, vento da W, rotta per E, vento in poppa ed onda sul giardinetto di sinistra che ci fa surfare e prendere 1 nodo in più.
Arrivo a Filicudi, bella ma diversa da Alicudi, provo a ridossarmi a levante, c’è un campo boe che non permette un buon ancoraggio, chiedo quando costa per attaccarsi ai gavitelli in un mare che entra con forza, mi chiedono 60 euro, saluto e vado via verso Vulcano, nella baia di Levante dove so che dormirò sogni tranquilli senza spendere un euro.
L’arrivo alle formiche di Lipari per poi bordare e costeggiare vulcano è uno spettacolo mozzafiato, passiamo tra le due formiche più grandi, mi volto e vedo il sole scendere all’orizzonte, Alicudi e Filicudi incorniciate dalle Formiche, la scia di Amorgos….. è bellissimo.
Dormire a Vulcano accarezzato dalle onde, con il vento che ti porta l’odore dello zolfo, il cratere che fuma e il sole che arrossa tutto, terra, cielo e mare ti mette in pace non il mondo.