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lunedì 9 maggio 2011

Ritorno in Italia


Alghero
40°33'751'' N - 8°18'860'' E

La fine di un viaggio, il mio ritorno in Italia.
Cerco di scrivere raccontandomi ma le emozioni del viaggio mi assalgono, difficile metterle in ordine. Come sempre quando mi emoziono la mia pelle diventa a buccia d’arancio, ed ora lo è.
Seduto in pozzetto, la barca con le cime a terra, la musica che accompagna le mie emozioni, il sole che cala… Tra poco finisce che sono buono da spremere.

Genova, Marzo 2010,
Incontro Amorgos, un amore a prima vista e subito partiamo insieme, scirocco forte si attende per la partenza e poi Portofino, Capraia,l’Elba, l’Isola del Giglio, Montecristo, Giannutri ed ancora piu giù Palmarola, Ventotene e Ponza.

Formia, Giugno 2010
Arrivo a Formia sistemo la mia Amorgos e parto di nuovo, Rotta per Sud e lascio dietro la mia poppa Ischia, Procida, Capri, la costiera Amalfitana e poi il Cilento.
Acciaroli, Maratea e Tropea da dove parto per le Eolie.
Stromboli, Panarea, Lipari, Vulcano, Salina, Alicudi e Filicudi e via alla ruota verso Milazzo e tutta la costa Nord della Sicilia fino a Palermo.



Trapani, Agosto 2010
Mi aspettano le Egadi, Favignana, Marettimo, Levanzo e poi rotta verso Nord con Ustica e ritorno alle Eolie.

Formia, Ottobre 2010
Risistemo un po’ Amorgos e si riparte:
L’Arcipelago della Maddalena, Bocche di Bonifacio, Baleari, Cartagena, Gibilterra, Casablanca, Canarie.














Canarie, Aprile 2010
Rotta per Madeira, poi a Levante verso Gibilterra, di nuovo il Mediterraneo ed eccomi arrivato ad Alghero.

Quante emozioni da portare per sempre con me, come dimenticare i posti, le facce, i sorrisi e quel parlare fatto di tante lingue mischiate tra loro.
Tanti e troppi sono le persone ed i luoghi che ho incontrato, con cui non ho scambiato nemmeno la mail, non c’è n’era bisogno, chi si muove prima o poi si rincontra.

L’anno che è passato è stato il più bello della mia vita, Un Anno in Ciabatte!

Ma il Viaggio continua, Amorgos è cresciuta è continuando la rotta verso Levante quest’anno incontrerà se stessa ad Amorgos.
Il Viaggio non finisce mai,
Buona Vita
Antimo

martedì 8 marzo 2011

Profumo di Mediterraneo

Lanzarote 28°54'95''N - 13°42'30'' W
E' tempo, il profumo della primavera che inizia a sprigionarsi a Levante incomincia a richiamarmi verso le dolci e placide acque del MEDITERRANEO. Casa mia, dove non capisco i venti come girano, ho sempre una onda corta e frangente che sbatte sulla mia prua ma, è sempre casa mia.  Ho incontrato tanti navigatori che solcano le acque dell'Oceano da tanto tempo ma, incredibilmente, quasi tutti non hanno mai bagnato il loro scafo nel Mediterraneo, colpa dei venti e del mare incontrollabile, colpa dei costi proibitivi delle marine, colpa forse della loro "Ignoranza" ma.... quanto è bello navigare anche nel Mediterraneo.
Ed allora dopo un trasferimento di circa 350 miglia in solitario, solcando il grande mare dell'Oceano Atlantico, le grandi Onde, i suoi maestosi Venti (tranne quando mi servivano veramente per un guasto al motore a 300 metri dalla costa su un fondale infido pieno di secche, 5 miglia fatte in 7 ore con vele tutte spiegate, pinneggiando con la barra e .... pagaiando sporto dalla falchetta), eccomi ridotto così, Sfatto ma Soddisfatto.

Ed allora continuo a godermi questi ultimi giorni in Oceano tra le meravigliose Isole di Lanzarote e Fuerteventura, incomincio a pianificare la traversata di ritorno e dentro me sale la voglia di incontrare ancora gli affetti a me cari, le mie amiche, i miei amici, mio figlio, la voglia di navigare ancora nelle bellissime Pontine, nella Flegree, nelle Eolie dove ho iniziato questo mio viaggio e poi le Ioniche greche, il Peloponneso, le Cicladi ed Amorgos in particolare, il Dodecanneso, Creta...
Wow il viaggio continua.
Buona vita
A

mercoledì 1 dicembre 2010

Uomo a terra, si salvi chi può


Non so più che giorno del Duemiladieci
Posizione (sempre quella) 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Mi ricordo che nei miei sogni da bambino e poi da adolescente quando pensavo al mare lo facevo sempre con un certo timore, che dire poi di quando una decina di anni fa mi ricoverarono in ospedale dopo che, riuscendo a tirar fuori dal mare mio cognato dalle onde di Torre Scissura, mi erano completamente usciti gli occhi dalle orbite nel pieno di una crisi di ipoventilazione (si dirà così, boh).
Ed allora il solo pensare a quell’avvertimento, che tutti noi che andiamo per mare speriamo di non dover mai dare, “Uomo a mare” mi si torcevano le budella.
Ma oggi, dopo aver iniziato a conoscere il mare ed a riavvicinarmi a lui, c’è un avvertimento che mi incute un timore ancora maggiore:
Uomo a terra.
E ci sono tanti buoni motivi per aver paura dei terricoli e delle loro abitudini.
In primis perché l’uomo a terra si impigrisce, mangia a quattro palmenti come se l’indomani non ci fosse più cibo da ingoiare, per andare a prendere il latte, 50 metri da casa, prende la macchina e fa tre volte il giro dell’isolato per trovare parcheggio, cammina a testa bassa, evita di guardare gli altri negli occhi e, sopratutto non sorride quasi mai, litiga con il o la compagna, consuma il divano, si sveglia arrabbiato.
In secondis perché l’uomo a terra guarda la TV,  guarda il TG1, e guarda il TG2, e guarda il TG3 e tutti gli altri, e poi Ballarò ed anno zero, Fazio e Saviano ed inizia legittimamente a pensare che glielo stanno mettendo nel didietro, ma poi sente la Clinton che ci dice che Berlusconi è amico suo, e poi legge Feltri e Compagni, ricade in confusione, smette di pensare e continua a prenderlo nel didietro (sarà che inizia a piacerci).
In terzis, quattro e cinque perché i terricoli lavorano, tutti i giorni per poi consumare quello che guadagnano e poi riprendere a lavorare e cosi via, perché ci sono i negozi con tante belle cosine da comprare, e se lo dimentichi te lo ricorda la Pubblicità che ti dice che se non hai quel profumo non ti s….rai mai quella donna, se non hai quell’orologio non sarai mai un uomo di “successo”, se non compri quei pannolini tuo figlio crescerà con evidenti disturbi psichici, e poi…. Il Telefonino, l’oggetto che più di tutti gli altri ti avvicina a Dio.
Ed allora di nuovo a lavorare…
Ed io come tutti, in questi giorni passati al porticciolo di Corralejo, mi sono fatto riprendere da questi meccanismi, è ora di riprendere il largo,
Forza amici miei, c’è la possiamo fare
Hasta Luego

PER COLORO CHE SONO AMICI

Non lasciarti sgomentare
Dagli addii.
Un addio è necessario
Prima che ci si possa ritrovare.
E il ritrovarsi è certo,
dopo momenti o intere esistenze,
per coloro che sono amici.

R. Bach 

giovedì 25 novembre 2010

Il Popolo del mare


Giovedì venticinque Novembre Duemiladieci
Posizione 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Eccomi arrivato in una delle isole che volevo assolutamente visitare, un’isola con un nome che nel mio immaginario mi ricorda luoghi tropicali, dolci climi e vegetazione lussureggiante, vite che si incrociano in strade ombreggiate da palme e banani, cappelli in testa ed ombrellini per le signore, passi lenti e voci appena sussurrate… ma vi saprò dire cosa invece troverò nei prossimi giorni.
I giorni passati in rada a Isla Graciosa sono stati molto belli, oltre che per la bellezza del posto anche per la sensazione di trovarsi in un crocevia di genti e di imbarcazioni, ognuno con la sua storia da raccontare magari al calar del sole quando, ognuno con il proprio tender, scendevamo in spiaggia e, accompagnati dal canto e dalle chitarre, ci raccontavamo davanti al sole che lentamente si spegneva davanti ai nostri occhi.
Per i navigatori una baia con un ottimo fondo e riparata da quasi tutti i quadranti.
E poi Arrecife, ormeggiati ai gavitelli gratuiti di fronte alla cittadina, con le sue maree, che quando torni a prendere il tender scendendo da piccoli scalini ricoperti di alghe ti accorgi che non puoi andar via perché lui è completamente poggiato sul fondo.
Ed oggi Coralejo, con i suoi pantalanes appoggiati sulle acque dell’oceano.
E in tutti questi posti incontri il popolo del mare, genti che spinti da differenti motivi si incrociano in queste acque, dalla coppia di Americani di Interlude che navigano da tanti anni e che per tirar su l’ancora si parlano con i Walkie talkie, dal Canadese che viaggia dal ’91 e che torna, a suo dire, a casa troppo spesso, ogni 5 anni per rinnovare la patente, dalla coppia di Inglesi con in faccia una rara espressione di serenità che rincontriamo nel salire le pendici di un vulcano, come capretti sferzati dal vento, e loro si fermano a parlarci come se fossimo comodamente seduti davanti ad un caldo te, dal napoletano Karste, tedesco di Germania che parla benissimo l’Italiano e da due anni è in rada a Arrecife per amore di Petra, a tanti altri ed a me, ognuno con destini diversi solchiamo il mare per un motivo comune …
Il mare non è mai stato amico dell’uomo, tuttalpiù complice della sua irrequetiezza
Hasta luego amici miei

OGNI PROBLEMA HA UN DONO

Una parte di te stesso
È sempre in pena per te.
Ma un’altra parte di te stesso
Cresce nel dolore;
tutto dunque va bene.

K. Gibran

mercoledì 3 novembre 2010

Longitudine 0’00’00’’, grande mare, piccoli desideri






Mercoledi Tre Novembre Duemiladieci
Posizione 37°35’51’’N  0°58’82’’W
Cartagena.
Emozioni e pensieri che la notte del 1 Novembre, durante il mio primo turno di guardia, si sono affacciati alle porte della mia anima in maniera cosi intensa che ho voluto registrargli ed ora provo ad ascoltarli e scrivergli sul blog.
Il giorno appena passato è stato veramente duro e mi ha messo a dura prova, avevo quasi deciso, dopo 6 ore che mi avevano fatto guadagnare pochissime miglia a causa del forte vento da Ovest ed il mare molto ma molto grande, di tornare a Formentera ma poi l’istinto mi ha suggerito di andare avanti ed è stato un bene.
Miglia dopo miglia il mare ha iniziato lentamente a placarsi ed il vento ancora più lentamente ha iniziato a girare verso nord, la mia testa va meglio dopo la bomata presa in testa.
Da poco passata la mezzanotte, ho aperto genoa e randa completamente, vento al traverso il mare incomincia a calmarsi, notte stellata e calda.
Mancano pochi primi alla longitudine Ovest, un piccolo traguardo che mi sono dovuto guadagnare tappa dopo tappa, rinunciando ad essere vicino alle persone a me care, continuando a sradicare le mie vecchie abitudini fino al punto di lasciare casa (da Gennaio sarò ufficialmente senza fissa dimora a terra), per cosa?
Una domanda già posta tante volte, ma ancora voglio darmi risposte perché così si imprimano bene nella mia memoria.
Navigo perché continuo ad imparare, ogni giorno di più, a volermi bene.
Navigo perché spinto dalla voglia di conoscere il mare e le terre che bagna.
Navigo perché do un senso di “finito” alle mie giornate.
Navigo perché, nello stesso navigare, c’è la ricerca della mia felicità.
Come cambia, col tempo, la percezione delle distanze.
Solo pochi mesi fa, appena presa la patente nautica a giugno, le miglia che mi separavano da Ponza, Ventotene, etc mi apparivano come distanze enormi, eccomi oggi a navigare senza terra intorno per centinaia di miglia.
Come cambiano i desideri.
Fino a pochissimo tempo fa, al vedere una stella cadente, i miei desideri erano tutti GRANDI, parlavano di salute, di felicità, di una donna importante per me, di ricchezza, tutti desideri che erano destinati a durare nel tempo ed avevano bisogno di tempo per essere realizzati (anche loro, le splendide stelle cadenti hanno dei tempi, che diamine…). Ora, ogni volta che ne vedo una esprimo sempre lo stesso desiderio, che mi accompagni in porto, un piccolo desiderio, che nasce e muore in pochi giorni, che soddisfa la mia esigenza di “finito”.
Mi manca Andrea, buonanotte amici miei

APRIRSI SENZA SPEZZARSI

Solo un grande dolore
O una grande felicità
Possono svelare la tua verità.
Se vuoi rivelarti
Devi danzare nudo nel sole
O portare la tua croce.
….-….
Come potrà il mio cuore
Aprirsi senza spezzarsi?

K. Gibran

sabato 30 ottobre 2010

Formentera, la regata e…. i sacrifici umani


Giovedi Ventinove Ottobre Duemiladieci
Posizione 38°43’55’’N  1°24’07’’E
Ensenada del Cabrito, Formentera.
Ci arrivo dopo una bellissima navigazione che ha visto Amorgos filare, con una partenza alle 17,30 e dopo le prime tre ore di motore, con rotta 255° e vento da SSW alla fantastica media di 6,5 nodi/ora.
Una navigazione effettuata con mare calmo e i soliti doni ricevuti dagli Dei, un piccolo tonno ed una bella Lampuga.
Do fondo nella Ensenada  che, previsioni permettendo, dovrebbe essere ridossata dai venti previsti.
Detto Fatto, esattamente venti che ci lasciano esposti al loro infuriare, onda formata e nottata passata a …. Voi naviganti sapete come.
Alle 7,30 salpo ed entro nel Porto di Formentera dove ormeggio a fianco del mio solito distributore chiuso e incomincio a rilassarmi…
Detto Fatto, arriva il solito zelante che mi dice che non posso stare, che il porto è tutto “Full” (minchia, e cos’è, un cono vuoto da riempire), che nel pomeriggio c’è una regata, che devo andar via.
Inizio a traccheggiare e troviamo un accordo per stare poche ore.
Iniziavo a pensare che gli Dei si fossero dimenticati di noi, ho pulito e sistemato Amorgos per renderla a loro ancora più gradita e…
Detto Fatto, sono le 17, io sono sempre qui e dello zelante e della regata nessuna traccia (credo che sia a causa della Burrasca).
Allora… Grazie ancora Eolo, Nettuno e Sole, immagino che i doni ricevuti siano stati di vostro gradimento, dovrò forse un giorno passare a fare dei sacrifici umani?
A proposito… care amiche ed amici, a bordo di Amorgos siete i Benvenuti…
Vi voglio Bene, un saluto ad Aqualung, ad Orly ed a tutti i cari amici che sono ora a bordo

ALLE PORTE DELL’ALBA

Alle porte del tempio
Ho incontrato un mendicante,
ma non gli ho potuto dare niente
perché quando l’ho guardato
negli occhi per compatirlo
ho visto che in realtà
egli era me stesso.

Alle porte del palazzo
Ho incontrato ilò mio re,
ma non ho potuto chiedergli niente
perché quando l’ho guardato
negli occhi per supplicarlo
ho visto che in realtà
anche lui era me.

In preda all’inquietudine
Per tutta la notte ho vagato
E alle porte dell’alba
Mi sono chinato al fiume per bere.
Nell’acqua limpida
Si specchiava la mia immagine:
anche il fiume era me.

Mizar

sabato 23 ottobre 2010

Arrivo a Minorca


Sabato Ventitrè Ottobre Duemiladieci
Posizione 39°52’65’’N  4°18’44’’E
Una giornata tranquilla quella odierna passata a fare piccole riparazioni, pulire la barca, coprire la randa, insomma tutte quelle piccole cose necessarie dopo una traversata di più giorni.
In prima mattinata ho pulito un tonno pescato ieri alle 10, ho preparato trance da fare ai ferri, pezzi da fare al forno e tantissimi pezzettini per il sugo, ne avremmo da mangiare per diversi giorni.
Mi piace pensare che tra pochi giorni passerò dalla latitudine Est a Ovest, il mio piccolo viaggio verso il sole, dopo aver lasciato il Tirreno ed essermi tuffato nel Mediterraneo.
Oggi giornata stupenda, passata in buona parte in coperta a prendere il sole e mangiare...Spaghetti al tonno del comandante.
La traversato che mi ha portato a Minorca è stata, soprattutto nella prima parte molto impegnativa.
Le previsioni davano già dalle dodici di giovedi vento da NE che sarebbe girato a SE con onda da 2 metri a scendere… Bah… la regola è stata ancora una volta confermata: “… dovunque vai il vento sarà dritto in faccia.”
Diciotto ore di bolina stretta con vento 20-25 nodi da WNW, cercando di rubare qualche grado al vento che ci faceva scadere di rotta di circa 25°, Onde altissime ma per fortuna abbastanza intervallate tra di loro, poi dall’una di notte un po’ di calma durata fino alle sette.
Riprende a soffiare questa volta, tanto per cambiare da WSW, tiro su il Gennaker ma dopo un paio di ore il vento aumenta e via si riparte, bolina stretta, lottare di nuovo per qualche grado.
Arriviamo a Minorca e diamo fondo in una bellissima baia nel fiordo di Mahon ,Cala Taulera.
Ora devo andare, mi tocca preparare la cena, provate ad indovinare cosa cucinerò…..?
Il messaggio del giorno:

  PERDERE SENZA PERDERE
La vittoria più importante
È quella di imparare a perdere.
Quando l’insuccesso non sarà
Più in grado di ferirci,
perché avremo accettato
in piena coscienza
di essere ciò che siamo,
allora, in verità, pur perdendo,
noi non avremmo perso nulla;
e anche vincendo,
chi mai e che cosa
avremmo veramente vinto?

Quando avremmo imparato
A perdere senza perdere
La vittoria stessa non avrà
Più alcun senso per noi.

“Mizar”

sabato 11 settembre 2010

Per Leo


Sabato Undici Settembre Duemiladieci
Banchina di Formia, ore 00,05
Sono in banchina a Formia, preparo Amorgos, progetto il mio prossimo viaggio.
Ma ora Voglio raccontare una storia.
Meltemi
Il primo incontro con lui ad Amorgos è da subito impose la sua forza, presente ovunque e dovunque, notte e giorno, padrone incontrastato e allo stesso tempo compagno di viaggio.
Misi piede a terra la prima volta ad Amorgos diversi anni fa è fu subito amore.
Ricordo con quanta frenesia, come quando aspetti che la donna a te cara si conceda, presi un aereo per tornare a Formia, il tempo di riempire la sacca e via, si parte, chilometri dopo chilometri, il Cilento, La terra di Basilicata, La Puglia e la nave che da Bari mi porta ad Igoumenisa. Terra greca, anche la mia moto avverte la differenza, Ioannina, le Meteore e tanti altri bellissimi posti, ma non ho tempo per loro, Amorgos mi aspetta con i suoi colori, i suoi profumi, conoscerò la sua gente.
Arrivo di notte e mi fermo a dormire in tenda con una coppia che ho conosciuto sul traghetto e che divide con me quel po’ di spazio che ci separa dal mare di stelle che splende sopra di noi.
E poi inizia la ricerca di una casa, della mia casa e trovo Cristophe, greco di Atene che lascia la sua città per vivere ad Amorgos, alleva Api e dipinge così come dipingevano gli antichi Egizi Tremila anni fa, graffiando e poi colorando con colori ottenuti dalla terra e dalle piante che vivono su di essa.
Lui abita di sotto e sopra mi mostra, con malcelato orgoglio, quello che vuole fittare ad una “persona giusta”, Io lo sono per lui ma è la casa che ha deciso per noi, Casa….
Riparto in moto per l’Italia, prendo la machina, dentro i miei libri, la mia musica, pasta e sugo e Tommy, il mio amico labrador e via, si riparte, Terra d’Italia, Terra Greca, Ένα πρόσωπο, μία κούρσα, Una faccia, una razza.
Inizio a conoscere la gente, ed allora incontro Dimitri, vuole essere fotografato, lo facciamo e ci chiede di mandargli le foto al suo indirizzo:
Dimitri
Chora
Amorgos
E capisci quanto sia semplice vivere qui, non il nome di una strada, niente numero civico, ne provincie, ne regioni, ne nazioni, ma solo la Gente…
Incontro la terra,
i colori, pochi ma forti,
le piante, rade ma uniche, una diversa dall’altra con la sua storia da raccontare,
e sopra tutto il Meltemi che piega tutto ai suoi capricci. Un vento che si divide, che abbracia insieme Oriente ed Occidente, e che ad Amorgos porta i profumi di entrambe le terre, dove s’incapriccia e non sa dove andare, ma sempre forte il suo ululare, notte e giorno la sua presenza al mio fianco, cammino carponi con Tommy al suo fianco, non mi sento “piegato” ma è così che su questa terra si vive,
Dan Svedese che aspetta la morte qui, Grigoria che la sera mi prepara il suo Rakomele, Gregorius che è vecchio ma ha solo trentanni e beve con me il suo Rakomele, mi guarda a lungo e parliamo, lui non capisce una parola di Italiano, io di Greco, L’Inglese qui non piace…. Ma parliamo a lungo.
Domani mi sveglierò e ascolterò ancora una volta il Meltemi.

martedì 7 settembre 2010

Venerdì Sette Settembre Duemiladieci
40°35'57'' N - 13°55'29'' E
In navigazione da 31 ore consecutive, ad ore 14 vedo le luci di Ischia, se tutto continua ad andar bene così conto di dare fonda verso le 7.30 di stamane a Parata Grande nell’Isola di Ventotene.
La navigazione è stata relativamente tranquilla tranne che per un’avaria al motore successa ieri notte intorno alle 3.
Amorgos
Il cicalino del motore ha iniziato a suonare segnalando un forte innalzamento della temperatura dell’acqua, avevo la randa issata per cercare di stabilizzarmi un po’ da un’onda formata che mi frangeva sulla fiancata sinistra.
Spento il motore e, mentre la randa continuava a portarmi sbattendo un po’, ho aperto il vano motore e mi sono subito accorto che il problema era alla girante della pompa dell’acqua.
La smonto e provvedo a sostituirla, riaccendo il motore ma una piccola perdita d’acqua dal coperchio della girante mi desta qualche preoccupazione, provo a stringere le viti e due si spezzano rimanendo bloccate nella filettatura.
La perdita aumenta e sono costretto a sgottare tutta la notte ed il mattino successivo fino a Palinuro dove entro in porto e risolvo definitivamente il problema.
Incomincio ad avvertire un po’ di stanchezza ma le due notti ed il giorno intero passate in navigazione mi ripagano di tutte le fatiche.
Continuo, soprattutto nel dormiveglia a pensarmi navigare nelle Stretto di Gibilterra e poi giù nell’Atlantico fino A Fuerteventura, Lanzarote etc
In questi giorni che sarò fermo a Formia preparerò la barca per le oltre 1.700 miglia che mi separano da questi posti.
Ci sono tante cose da fare, l’Atlantico non ti permette errori o distrazioni.
Tramonto sulle formiche di Lipari
Ma tornerò su questo punto, devo stilare un elenco delle attrezzature, dell’equipaggiamento e della cambusa che dovrò approntare.
Sono le Tre, ora torno in pozzetto a scrutare l’orizzonte per evitare grandi imbarcazioni che possano trovarsi sulla mia rotta, e le stelle per continuare a farmi indicare la giusta rotta, in queste notti continuo a vedere Stelle Cadenti e il Tramonto di oggi mi ha regalato, per la prima volta la vista del “Raggio Verde”

venerdì 3 settembre 2010

Una giornata piovosa

Venerdì Tre Settembre Duemiladieci
38°25'02'' N - 14°57'94'' E
Vulcano e Lipari
Stamattina mi sveglio dopo una notte serena, dello scirocco annunciato non si è sentito neanche un soffio. In compenso alle 10 abbiamo avuto 5 minuti infernali, un groppo da W (la baia di Vulcano Ponente è chiaramente esposta a W) ci è piombato addosso, 35/40 nodi con pioggia, barche con catena e spazi tranquilli per lo scirocco hanno iniziato ad incrociarsi, io avevo una barca che arava con l'ancora e mi veniva con la poppa sulla mia prua, e un'altra che ne aveva data troppa e mi voleva entrare con la prua a prora, momentino non male ma la mia bistrattata CQR di riserva non mi ha tradito neanche questa volta.
Alicudi e Filicudi
Salpiamo immediatamente con l'idea di arrivare a Panarea e ridossarci a Baia Milazzese protetta dal ponente passando per Lipari per fare rifornimento. Fatto carburante il cicalino del motore mi segnala un'avaria, spengo il motore, tiro su randa e fiocco e mi dirigo verso Vulcano Levante. Arrivo a vela e accendo il motore per ormeggiare in banchina. Un caicco ha preso 25 metri di banchina solo per lui tirando cime da tutte le parti, gli chiedo di accorciarne una, indugia, litighiamo. Poi si presenta lo "scemo del villaggio" che dice che comanda lui tutta la banchina e che gli devo dare 10 euro, chiamalo scemo si piazza davanti alla mia poppa e mi vuole prendere per stanchezza, alla fine mi strappa 5 euro, tutto questo con temporali che vanno e vengono, niente male come giornata.....
Poco tempo per pensare a me, Vado a dormire....
A proposito, devo ancora capire il problema al motore, girante ed olio sono a posto, bah....

giovedì 2 settembre 2010

In baia a Ponente di Vulcano. In attesa dello Scirocco che ancora non fa capolino. Vento da NNE che ha portato la prima pioggia estiva per Amorgos , è una nuova scoperta per lei credo che gli piaccia, se non altro laverà via due mesi di salsedine.
C'è una strana atmosfera, una gran calma, la pioggia spegne tutti gli altri rumori ed è come se tutti fossimo in attesa del Signor Scirocco, curiosi di vederlo arrivare forte così come se ne parla da ore, al tempo stesso un po intimoriti.
E' allora a bordo si parla di bei libri letti a bordo, si guarda arrivare altre imbarcazioni nella baia già piena e si spera che non dia ancora troppo vicino ad Amorgos, si progetta una cena frugale, cose semplici ma che hanno tutte in comune una cosa: Il Mare.

domenica 29 agosto 2010


Domenica Ventinove Agosto Duemiladieci
Posizione 38°25’11’’N  14°57’93’’E
Mollo le cime, il mare si ingrossa, il vento rinforza, Lascio Alicudi non senza la sensazione di aver lasciato qualcosa….
Rotta verso Filicudi, vento da W, rotta per E, vento in poppa ed onda sul giardinetto di sinistra che ci fa surfare e prendere 1 nodo in più.
Arrivo a Filicudi, bella ma diversa da Alicudi, provo a ridossarmi a levante, c’è un campo boe che non permette un buon ancoraggio, chiedo quando costa per attaccarsi ai gavitelli in un mare che entra con forza, mi chiedono 60 euro, saluto e vado via verso Vulcano, nella baia di Levante dove so che dormirò sogni tranquilli senza spendere un euro.
L’arrivo alle formiche di Lipari per poi bordare e costeggiare vulcano è uno spettacolo mozzafiato, passiamo tra le due formiche più grandi, mi volto e vedo il sole scendere all’orizzonte, Alicudi e Filicudi incorniciate dalle Formiche, la scia di Amorgos….. è bellissimo.
Dormire a Vulcano accarezzato dalle onde, con il vento che ti porta l’odore dello zolfo, il cratere che fuma e il sole che arrossa tutto, terra, cielo e mare ti mette in pace non il mondo.

sabato 28 agosto 2010

Sabato Ventotto Agosto Duemiladieci
Posizione 38°32’78’’N  14°21’31’’E
Salpiamo di buon’ora per Alicudi. Un bel Traverso ci spinge fino ad Alicudi, che già da lontano inizia a mostrarsi nella sua selvaggia e primitiva bellezza, un cono vulcanico che sorge dalle acque e niente intorno per miglia e miglia.
Siamo indecisi se cercare di dare fondo o appoggiarsi al piccolo moletto, visto che tutta l’isola non offre nessun ridosso da qualsiasi vento seppur minimo.
Decido per il moletto ed è la scelta più saggia. Ci permettiamo di vivere l’atmosfera magica di questa isola che in questo periodo non vive assolutamente di turismo.
E’ qui su quest’isola riaffiorano alla mente vecchi pensieri, così come la prima volta che misi piede ad Amorgos, la sensazione di aver poggiato i piedi su una “terra” che sa accogliermi, colori forti e profondi, gente semplice con cui parlare di storie “semplici”, dei capperi da vendere, della pesca della prossima notte, dell’orgoglio di raccontare della festa del loro Patrono “San Bartolomeo”.
E poi le storie tipiche di una piccola Isola, della casa di Pasquale dove ti fa da mangiare, di Francesco che ospita per la notte, dei muli che ti portano su fino in cima, del mare che tra poco inizierà ad ingrossarsi… ed allora penso che vivere del tempo qui è un regalo che faccio alla mia anima, svegliarmi la mattina ed incontrare le facce di ogni giorno, fermarsi a parlare di storie e di quello che accadrà, sempre le stesse e sempre le stesse cose, ma giorno dopo giorno un piccolo particolare le rende vive, ed io potrei sentirmi bene. 

venerdì 27 agosto 2010


Venerdì Ventisette Agosto Duemiladieci
Posizione 38°07’88’’N  13°22’94’’E
Rimango un giorno a gironzolare intorno ad Ustica. Molto bello, l’Isola ha dei gavitelli in tutte le baiette più belle dove si può stare, cambiandole quando si vuole, a 5 euro ogni 5 metri.
Camminiamo con Elena fino al monte più alto di Ustica attraverso un vecchio camminamento Borbonico su fino al Forte, da dove si gode di una vista straordinaria.
Torniamo in barca per cena e ci accorgiamo che il tender è sparito. Piuttosto che pensare ad un furto ci convinciamo che è asceso al cielo, nel paradiso dei gommoni.
“Non di stancare di strappare spine,
di seminare all’acqua e al vento,
la storia non miete a giugno,
non vendemmia a ottobre,
ha una sola stagione,
il tempo.
Scritta su un muro di Ustica da Ignazio Buttitta

giovedì 26 agosto 2010

Giovedì Ventisei Agosto Duemiladieci
Posizione 38°42’50’’N  13°12’03’’E
Parto con rotta 11° verso Ustica. Delle 33 miglia, in barba alle previsioni che davano vento forza 1, filiamo per cinque ore ad una media di 5 nodi in una splendida bolina. Le ultime miglia a motore ma và bene così, ricarico un po’ le batterie. Ustica è molto bella, un’Isola con la I maiuscola, acqua e terra anno un colore molto vero, forte, intenso. Come mi ha citato Elena “Caminante no hay camino se hace camino al andar” o meglio “Caminante no hay camino solo estrellas en la mar” di Antonio Machado.

mercoledì 25 agosto 2010

Mercoledì Venticinque Agosto Duemiladieci
Posizione 38°07’88’’N  13°22’94’’E
Oggi ho deciso di far rotta per Ustica e riprendere finalmente il viaggio, sono circa 55 miglia da trapani rotta 52°. Ma dopo aver doppiato il Capo San Vito vista l’assenza di vento favorevole decido di fare un bordo per una baia a terrasini dove sono già stato bene. 15 miglia e siamo li. Elena è una persona tranquilla, meno male.

martedì 24 agosto 2010

Martedì Ventiquattro Agosto Duemiladieci

Posizione 38°0’76’’N  12°3048’’E
Passo la giornata a Trapani facendo piccole commissioni, visitandola. Domani mi raggiungerà Elena una viaggiatrice conosciuta su “Amici della Vela”.
La sera ceno in un chiosco dietro la capitaneria.
Mangio superbamente una Zuppa di cozze alle mandorle, dei frutti di mare vivi, spaghetti con gamberi e padelle.

lunedì 23 agosto 2010

Lunedì Ventitrè  Agosto Duemiladieci
Posizione 38°0’76’’N  12°3048’’E
Dopo alcuni giorni passati a navigare Tra Favignana, Levanzo e Marettimo (stavo per diventare un sedentario) decido di riprendere il viaggio. Devo prima passare per Trapani dove devo fare rifornimento d’acqua e di carburante, la cambusa e magari concedermi una cena a terra. Arrivo a Trapani dopo una bella navigazione in bolina e scopro una città molto bella, solare, cordiale, piena di storia. La sera mangio due arancini ed è come se mi fosse esplosa una bomba nello stomaco, cammino per ore e questo non è male….

lunedì 16 agosto 2010


Lunedì Sedici  Agosto Duemiladieci
Posizione 37°55’11’’N  12°20’18’’E
Mi sposto a sud di Favignana per ridossarmi meglio dal NE che soffia, mi aspetta una notte tranquilla. Sono felice di quello che stò riuscendo a fare, navigare da solo dopo pochissima “esperienza”, Navigare nel mare della mia solitudine ed uscirne indenne, avvistare bellissime Sirene e decidere di passare al largo dalle loro tentazioni.


domenica 15 agosto 2010

Domenica Quindici  Agosto Duemiladieci
Posizione 37°59’20’’N  12°20’46’’E
Parto da San Vito lo Capo per Levanzo alle 10,50, rotta 240° e 21 miglia da percorrere. Decido di fare rotta verso Nord per evitare i frangenti che si rompono con forza sulla secca a Nord del faro. Dopo circa due miglia viro a sx e con un’andatura al Gran Lasco riesco ad andare per 230° a 7 nodi di velocità. Dopo un’oretta il vento gira e passo ad un’andatura di bolina stretta, il vento rinforza e sono costretto a prendere due mani di terzaroli e a ridurre il Genoa. Nonostante tutto filiamo a 6,5 nodi. Non potendo fare rotta per 240° (il vento viene da SW e stà girando per WSW) sono costretto a fare bordi per 195° e 285°, ne faccio diversi anche perché la terraferma è ad appena due/tre miglia).
E’ bello navigare, sentire le onde sollevare lo scafo quasi come a volerlo accompagnare nel suo percorso, vedere la scia di Amorgos disegnata nel mare che piano piano scompare, fissare un punto all’orizzonte come se finalmente lì posso trovare….. nient’altro che un nuovo orizzonte da raggiungere.
Scendo a terra per mangiare all’ Albergo Ristorante “Paradiso”, la vista è paradisiaca come pure il cous cous di pesce.