giovedì 25 novembre 2010

Il Popolo del mare


Giovedì venticinque Novembre Duemiladieci
Posizione 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Eccomi arrivato in una delle isole che volevo assolutamente visitare, un’isola con un nome che nel mio immaginario mi ricorda luoghi tropicali, dolci climi e vegetazione lussureggiante, vite che si incrociano in strade ombreggiate da palme e banani, cappelli in testa ed ombrellini per le signore, passi lenti e voci appena sussurrate… ma vi saprò dire cosa invece troverò nei prossimi giorni.
I giorni passati in rada a Isla Graciosa sono stati molto belli, oltre che per la bellezza del posto anche per la sensazione di trovarsi in un crocevia di genti e di imbarcazioni, ognuno con la sua storia da raccontare magari al calar del sole quando, ognuno con il proprio tender, scendevamo in spiaggia e, accompagnati dal canto e dalle chitarre, ci raccontavamo davanti al sole che lentamente si spegneva davanti ai nostri occhi.
Per i navigatori una baia con un ottimo fondo e riparata da quasi tutti i quadranti.
E poi Arrecife, ormeggiati ai gavitelli gratuiti di fronte alla cittadina, con le sue maree, che quando torni a prendere il tender scendendo da piccoli scalini ricoperti di alghe ti accorgi che non puoi andar via perché lui è completamente poggiato sul fondo.
Ed oggi Coralejo, con i suoi pantalanes appoggiati sulle acque dell’oceano.
E in tutti questi posti incontri il popolo del mare, genti che spinti da differenti motivi si incrociano in queste acque, dalla coppia di Americani di Interlude che navigano da tanti anni e che per tirar su l’ancora si parlano con i Walkie talkie, dal Canadese che viaggia dal ’91 e che torna, a suo dire, a casa troppo spesso, ogni 5 anni per rinnovare la patente, dalla coppia di Inglesi con in faccia una rara espressione di serenità che rincontriamo nel salire le pendici di un vulcano, come capretti sferzati dal vento, e loro si fermano a parlarci come se fossimo comodamente seduti davanti ad un caldo te, dal napoletano Karste, tedesco di Germania che parla benissimo l’Italiano e da due anni è in rada a Arrecife per amore di Petra, a tanti altri ed a me, ognuno con destini diversi solchiamo il mare per un motivo comune …
Il mare non è mai stato amico dell’uomo, tuttalpiù complice della sua irrequetiezza
Hasta luego amici miei

OGNI PROBLEMA HA UN DONO

Una parte di te stesso
È sempre in pena per te.
Ma un’altra parte di te stesso
Cresce nel dolore;
tutto dunque va bene.

K. Gibran

giovedì 18 novembre 2010

Tremilacinquecento miglia fa, circa. Le vibrazioni di Amorgos


Giovedì Diciotto Novembre Duemiladieci
Posizione 29°13’15’’N  13°31’73’’W
Isla Graciosa (Canarie)
Ed eccomi qua, dopo circa Tremilacinquecento miglia, a dare fonda nel canale tra Lanzarote e l’Isola Graciosa con un’aspettativa che da sempre naviga sulla superfice della mia anima, il desiderio di pace, di serenità.
Ad un viaggio non è mai possibile scrivere la parola fine, non mi aspetto quindi di trovare la pace in fondo a qualcuna delle strade da me intraprese, ma che il mio viaggio sia un viaggio di pace, si lo desidero …
Ho mollato le cime da Casablanca alle Diciotto del Quattordici Novembre e dopo qualche ora a motore con rotta 270° in modo da prendere le distanze dalla costa Africana ho messo la prua per 220°, spento il motore, aperto le vele ed Amorgos ha iniziato ad essere sospinta in avanti, prima dolcemente e poi sempre più velocemente, verso le Canarie dai mitici Alisei di NE.
Quasi 70 ore di navigazione con venti da 15 nodi a 30 nodi, onde che salivano sino a raggiungere i 6 metri per poi ridiscendere a dolci e docili onde di due metri, Genoa aperto completamente e poi rollato quasi del tutto, a secco di vele e poi con il Gennaker aperto,  varie situazioni ma una costante:
Le vibrazioni di Amorgos.
Mai come in queste tre notti e tre giorni di navigazione si è concessa a me in una maniera così intensa e chiara, mi ha aperto i segreti nascosti nelle sue viscere e mi ha insegnato ad apprezzare la sinfonia della sua musica, come ogni singola vibrazione del suo scafo viene preceduta o seguita da un suo comportamento, dolce e sinuosa mai nervosa, sempre equilibrata.
E non era semplice, brava Amorgos e … Santo Autohelm, se non dormire mi hanno permesso di stendermi ogni tanto rimanendo tranquillo.
Mi aspetta in pozzetto una notte stellata, nel mare della mia anima c’è la luna piena che si specchia, è il viso di mio figlio.
Buonanotte amici miei

IL DOLORE E LA GIOIA
 In verità è il dolore
che ci fa crescere.
Ma è la certezza
della gioia di domani
che ci permette di superarlo.
 Mizar

mercoledì 17 novembre 2010

Casablanca, Il Sole e la nostra guardia privata Rashid.


Sabato Tredici Novembre Duemiladieci
Posizione 33°36’31’’N  7°37’03’’W
Casablanca.
E’ il secondo giorno che sono fermo a Casablanca e come le Lucertole passo la giornata a rincorrere il sole, caldo ed ospitale.
La scelta dei posti dove camminare, dei locali dove mangiare qualcosina o prendere un tè verde è sempre condizionata dalla loro esposizione al sole.
Siamo arrivati alle 5 di mattina del 12 Novembre dopo aver navigato per circa 220 miglia da Algeciras, la maggior parte delle quali, ahinoi, fatta a motore per la totale mancanza di vento.
Lo stesso è valso anche per le  50 miglia necessarie per attraversare lo stretto e aiutare le vele di Amorgos a superare onde e correnti contrarie dello stretto, in modo da portarci al largo ed evitare il pericolo della vicinanza eccessiva alla costa africana.
Ho trovato un ormeggio che mi appariva un pò singolare ma dopo due notti e due giorni di navigazione non sono andato troppo per il sottile. La mattina verso le 11 resuscitato grazie ad un buon espresso italiano mi sono affacciato ed ho visto a fianco di Amorgos un tizio in mimetica con due enormi cani lupi al fianco…. Gli ho sorriso e lui ha ricambiato, scendo e gli dico “… Lebez” e lui mi risponde “…Si, ringraziando Iddio”. Mi spiega che siamo in un’area militare e mi da indicazioni, stentate per la verità, su dove andare a regolarizzare la pratica. Insomma, per non farla troppo lunga, sono ancora qui, senza pagare alcunché, con lui che dalle 7 di mattina alle 7 di sera monta la guardia con i suoi cani ad Amorgos, ed i suoi colleghi che ci scarrozzano in macchina per aiutarci nelle cose che abbiamo da fare, taniche di carburante comprese da riempire con relativa perdita di gasolio sulla tappezzeria della macchina…. Che figura di ... dovrò prima o poi decidermi a comprare delle taniche che non perdano!
Annotazione per i consumatori: ieri abbiamo mangiato in due in un ristorante in una zona tranquilla, spesi 330 dei loro soldi (circa 30 euro), oggi abbiamo mangiato nei vicoli della Medina, cibo molto più squisito, spesi 60 dei loro soldi (circa 5,50 euro), a voi la scelta casomai passiate da queste parti.
Vi voglio bene

Ps Inizio  pensare che forse il mio viaggio non finirà alle Canarie…

ABBIAMO GIA’ UDITO TUTTO

In noi portiamo
Tutta la musica:
essa giace negli strati
profondi del ricordo.
Tutto ciò che è musicale
È reminescenza.
Al tempo in cui
Non avevamo nome,
abbiamo, probabilmente,
già udito tutto

E. Cioran


martedì 9 novembre 2010

Alle porte dell’Atlantico

 Martedì Nove Novembre Duemiladieci
Posizione 36°07’12’’N  5°26’12’’W
Algeciras (nella stessa baia di Gibilterra).
Ormai svegliarmi la mattina e vedere la rocca di Gibilterra ad est di Amorgos è diventata quasi una abitudine, andare a dormire con il noto e solito concerto di drizze e di sartie è una consuetudine.
E’ passato qualche giorno da quando, qualche ora prima dell’alba, Amorgos ha messo la sua prua nella baia di Algeciras, dopo due giorni e due notti di navigazione.
L’emozione è stata forte ma ero stremato dalle tante ore di navigazione e dalla tensione dovuta, nelle ultime ore, ad una moltitudine di grandi navi che incrociavano la mia rotta. Alle tre di notte del 6 ho sentito uno strano rumore che non riuscivo ad identificare, fino a che ho visto in un angolo del pozzetto il primo pesce volante che si dimenava. Ho chiamato Elena per condividere con lei questo momento ed abbiamo deciso di restituirlo al mare, visti anche i tanti regali che quotidianamente ci ha fatto, tra l’altro donandoci giornalmente cibo fresco.
Sono entrato nella marina di Algeciras ed ho ormeggiato all’Inglese su quello che poi ho scoperto essere una banchina militare, con tanto di recinzione e cancello enorme, tant’è che per uscire c’è un piccolo buco nell’inferriata fatto credo da alcuni viaggiatori come me.
Sono stato tranquillo qui per due giorni, con l’equipaggio della piccola nave militare al mio fianco che mi vedeva entrare ed uscire in continuazione con carrelli della spesa ripieni di taniche di benzina al seguito, senza dirmi niente fino ad ieri sera quanto è comparsa la Polizia Portuale.
Pensavo che, abituato alla nostra Italietta, avrei subito un processo per direttissima ed una condanna di qualche mese da scontarsi in un nebbioso paesino della padania, mentre invece in maniera molto ma molto gentile mi chiedevano di recarsi nel loro ufficio per …. Regolarizzare la mia posizione! Incredibile… e solo la mia faccia tosta mi ha permesso di dirgli, in un misto di Italiano, Inglese e Spagnolo,che…. “Sorry Amigos ora non poter, ho ospiti por cenar…” e loro… “certo, allora venga domani”… INCREDIBILE!
Oggi sono andato ed ho pagato per 5 giorni la stratosferica cifra di 29 euro con tanti saluti ed auguri di buon viaggio dalla Polizia…
Ma torniamo ai miei ospiti, una famiglia di viaggiatori che sono in mare da più di due anni e ancora ne hanno per un po’, a bordo della loro Phileas c’è Pierre con Stefanie ed i loro tre bellissimi ragazzi, un maschietto di undici anni e due bambine di 8 e 5 anni, ci siamo invitati reciprocamente una sera a testa a prendere un aperitivo ed a parlare soprattutto di mare. Domani loro partono per il Sud del Mediterraneo, Buon Vento Phileas…
Dimenticavo… la marea che qui ho iniziato a conoscere con un dislivello di circa 1,20 metri e relativo impazzimento con l’ormeggio all’Inglese che avevo fatto ad una banchina chiaramente provvista di dente… Pierre ha escogitato un buon sistema con la passarella messa tra la banchina e la barca e due parabordi appoggiati sopra in modo che non farli incastrare sotto il dente quanto la marea sale.
Ora chiudo, sono emozionato, domani salpo per Casablanca, 70 miglia per 270° e poi 145 miglia per 193°, le previsioni danno vento in diminuzione da W verso NNE ed onde di 4-5 metri con un periodo di circa 15 secondi, tempo bello e stabile, spero che gli Dei mi siano ancora una volta vicini…
Buonanotte amici miei

Il PARADISO E’ DIETRO LA PORTA

Il paradiso e lì
Dietro alla porta,
nell’altra stanza;
ma ho perduto la chiave.
M forse solo
Non ricordo dove l’ho lasciata.

K. Gibran

mercoledì 3 novembre 2010

Longitudine 0’00’00’’, grande mare, piccoli desideri






Mercoledi Tre Novembre Duemiladieci
Posizione 37°35’51’’N  0°58’82’’W
Cartagena.
Emozioni e pensieri che la notte del 1 Novembre, durante il mio primo turno di guardia, si sono affacciati alle porte della mia anima in maniera cosi intensa che ho voluto registrargli ed ora provo ad ascoltarli e scrivergli sul blog.
Il giorno appena passato è stato veramente duro e mi ha messo a dura prova, avevo quasi deciso, dopo 6 ore che mi avevano fatto guadagnare pochissime miglia a causa del forte vento da Ovest ed il mare molto ma molto grande, di tornare a Formentera ma poi l’istinto mi ha suggerito di andare avanti ed è stato un bene.
Miglia dopo miglia il mare ha iniziato lentamente a placarsi ed il vento ancora più lentamente ha iniziato a girare verso nord, la mia testa va meglio dopo la bomata presa in testa.
Da poco passata la mezzanotte, ho aperto genoa e randa completamente, vento al traverso il mare incomincia a calmarsi, notte stellata e calda.
Mancano pochi primi alla longitudine Ovest, un piccolo traguardo che mi sono dovuto guadagnare tappa dopo tappa, rinunciando ad essere vicino alle persone a me care, continuando a sradicare le mie vecchie abitudini fino al punto di lasciare casa (da Gennaio sarò ufficialmente senza fissa dimora a terra), per cosa?
Una domanda già posta tante volte, ma ancora voglio darmi risposte perché così si imprimano bene nella mia memoria.
Navigo perché continuo ad imparare, ogni giorno di più, a volermi bene.
Navigo perché spinto dalla voglia di conoscere il mare e le terre che bagna.
Navigo perché do un senso di “finito” alle mie giornate.
Navigo perché, nello stesso navigare, c’è la ricerca della mia felicità.
Come cambia, col tempo, la percezione delle distanze.
Solo pochi mesi fa, appena presa la patente nautica a giugno, le miglia che mi separavano da Ponza, Ventotene, etc mi apparivano come distanze enormi, eccomi oggi a navigare senza terra intorno per centinaia di miglia.
Come cambiano i desideri.
Fino a pochissimo tempo fa, al vedere una stella cadente, i miei desideri erano tutti GRANDI, parlavano di salute, di felicità, di una donna importante per me, di ricchezza, tutti desideri che erano destinati a durare nel tempo ed avevano bisogno di tempo per essere realizzati (anche loro, le splendide stelle cadenti hanno dei tempi, che diamine…). Ora, ogni volta che ne vedo una esprimo sempre lo stesso desiderio, che mi accompagni in porto, un piccolo desiderio, che nasce e muore in pochi giorni, che soddisfa la mia esigenza di “finito”.
Mi manca Andrea, buonanotte amici miei

APRIRSI SENZA SPEZZARSI

Solo un grande dolore
O una grande felicità
Possono svelare la tua verità.
Se vuoi rivelarti
Devi danzare nudo nel sole
O portare la tua croce.
….-….
Come potrà il mio cuore
Aprirsi senza spezzarsi?

K. Gibran