giovedì 7 aprile 2011

Non Ora

Scrivere del mio rapporto con il Mare, dei giorni passati a bordo di Amorgos è un pò come raccontare di un amore nella sua più profonda intimità, di momenti semplici in cui vivere dolci emozioni. E' difficile scriverlo, descriverlo. Ma poi il Mare ti regala dei momenti, ed altri se ne prende, dove le emozioni diventano lettere, è più facile scriverle.

Isla Graciosa, Canarie:
Dolcissima isola a nord delle Canarie dove trascorriamo alcuni giorni camminando tra lagune interne che si spingono fino alle pendici di un Vulcano, colori incredibili che si fondono e ci rendono felici. Baie incontaminate dalla presenza di esseri umani affacciate su placide acque, altre esposte ai venti ed alle onde del grande Oceano.
Paelle squisite e pedalate in bicicletta, ci prendiamo cura di noi per la traversata che ci aspetta, ci prendiamo cura di Amorgos, guardiamo le previsioni che ci dicono di rimanere li, non si esce con il Nordest che ci soffia in faccia con forza per centinaia e centinaia di miglia.
Io, Marco, Orlando, Paola e Roberta attendiamo che il Mare ed il Vento ci diano segnali propizi.
Ma non arrivano.
Allora decidiamo per un bordo di 265 miglia con rotta 250° per dirigerci a Madeira e con la speranza di incontrare venti favorevoli.
Due giorni e due notti di bolina larga su un mare non formato, piacevoli sensazioni. Al traverso a circa 50 miglia da noi il gruppo delle Isole Selvagge, Selvagem Grande, Selvagem Pequena, Ilheu de Fora, Ilheus do Norte.
La tentazione di virare è grande ma ... siamo in 5 a bordo, tiriamo dritto.
Madeira:
Dolce e bella Isola dove passiamo alcuni giorni scoprendo le bellezze dell'Isola, la sua bellissima e dolcissima frutta, il delizioso baccalà, e sempre gli occhi alle previsioni, nulla di buono ancora nonostante il lungo bordo.
Orlando e Roberta ci salutano, tornano in Italia, le previsioni ci parlano di un Nordest in diminuzione con rotazione a Nord. Prepariamo Amorgos, facciamo cambusa, tanta frutta e baccalà, e siamo pronti per partire, 567 Miglia con rotta 67° per raggiungere lo stretto di Gibilterra, 5-6 giorni di navigazione prevista.
Lasciamo Madeira il pomeriggio del 31 Marzo non senza qualche rimpianto, l'Isola meritava ancora un pò del nostro tempo, ma il Mare ci dice che è ora di andare.
Navigazione Oceanica:
Giorni e Notti che si alternano con ritmi sempre uguali, i giorni si confondono, fatichiamo ad uscire da Madeira per i venti che girano intorno all'Isola, poi incontriamo  Vento favorevole e incominciamo a risalire, guadagnando gradi che possono tornarci utili.
Indossiamo le cerate, il Mare è formato, non le toglieremo per tutta la durata del viaggio.
Come dimenticare la notte in cui il Cielo ed il Mare sono diventati un tutt'uno, stelle sopra e stelle sotto lo scafo, il plancton che illuminava la nostra scia, un alone magico che permeava tutto lo scafo e l'equipaggio. Amorgos di bolina  fendeva le grandi onde oceaniche come se non avesse fatto altro da quanto nata.
Le onde incominciano ad entrare in pozzetto, ci bagnamo, abbiamo freddo ma la vista delle tante tartarughe che incontriamo ci rincuora e ci fa sentire meno soli.
L'alba di uno dei giorni ci regala, abbastanza da vicino, la vista di un enorme spruzzo d'acqua che esce dal mare e sale alto nel cielo. Una grande balena, il mio primo pensiero è quello di sperare che ci passi distante, ma dentro di me bramo dalla voglia di vederla vicina. E poi altri spruzzi che si confondono nel cielo plumbeo di questi giorni, siamo sulla rotta delle balene.
Le onde crescono, siamo costantemente sommersi dagli spruzzi, chiudiamo tutto ma l'acqua entra anche in dinette, Amorgos continua a risalire in bolina stretta, tutto diventa difficile, mangiare, andare al bagno, cambiarsi, tutto è bagnato.
Ed allora ecco che un passero incomincia a girare intorno ad Amorgos, è stremato, non riesce più a volare, si poggia su di noi, all'inizio è spaventato ma poi piano piano inizia ad avere fiducia, posandosi definitivamente su Amorgos, si riposa, ci fa compagnia, siamo tutti stremati e sottoposti al volere del Mare.
Siamo risaliti fino ad avere lo stretto a 95°, chiamo Orlando dal Satellitare per avere un meteo aggiornato. ci dice che fino a domani c'è un Nordest che  gira ad est forza 7.
Faccio due conti, siamo in tempo per arrivare a Tarifa prima che giri, in alternativa il porto di Barbate, 10 miglia a nord dello stretto affacciato sull'Atlantico.
Il mare ci regala un serata deliziosa, le onde si calmano forse perché coperti dalle coste del Portogallo, il tramonto è di quelli che non si scordano, riacquistiamo un pò di forze.
Ore 4, 50 miglia dallo stretto:
Tutto cambia, il vento rinforza e gira a Levante, l'onda cresce velocemente, Randa e motore per cercare di risalire. Duro, durissimo, siamo tutti molto provati, decido di mettere la prua a Nord, si scatena l'inferno, strambiamo, prendo un colpo al braccio, strani pensieri vengono a galla.
Lo stretto è sbarrato, ci ha stappato via come un tappo di sughero dal collo di una bottiglia di spumante, onde enormi si frangono sulla barca.
Il porto di Barbate, impossibile da raggiungere. Saliamo ancora, 40 miglia verso nord, Cadice è al traverso, decido di risalire ancora 20 gradi per avere una bolina larga per tentare di raggiungerlo, guardo le onde, sento il vento, niente da fare si sale ancora verso il Portogallo.
Siamo esausti.
Lottiamo per sopravvivere, lo sappiamo tutti guardandoci negli occhi.
Il Mare comanda, ci porta a Palos de la Frontera, il posto da dove Colombo partì con la Pinta, la Nina e la Santa Maria per le Indie.

A bordo c'è Paola, è nata a Genova, coincidenze?
Non Ora
Entriamo nel canale, non era il nostro tempo per rientrare nel Mare Nostrum.
Grande Mare, grande palestra di vita, Grande Amorgos.
Chiudo con i versi di Antonio Machado
Buona vita, A
Viandante,
sono le tue orme
la via, nient’altro;
Viandante, non esiste la via,
la via si fa camminando.
Camminando si fa la via
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste la via,
ma solo scie nel mare.

martedì 8 marzo 2011

Profumo di Mediterraneo

Lanzarote 28°54'95''N - 13°42'30'' W
E' tempo, il profumo della primavera che inizia a sprigionarsi a Levante incomincia a richiamarmi verso le dolci e placide acque del MEDITERRANEO. Casa mia, dove non capisco i venti come girano, ho sempre una onda corta e frangente che sbatte sulla mia prua ma, è sempre casa mia.  Ho incontrato tanti navigatori che solcano le acque dell'Oceano da tanto tempo ma, incredibilmente, quasi tutti non hanno mai bagnato il loro scafo nel Mediterraneo, colpa dei venti e del mare incontrollabile, colpa dei costi proibitivi delle marine, colpa forse della loro "Ignoranza" ma.... quanto è bello navigare anche nel Mediterraneo.
Ed allora dopo un trasferimento di circa 350 miglia in solitario, solcando il grande mare dell'Oceano Atlantico, le grandi Onde, i suoi maestosi Venti (tranne quando mi servivano veramente per un guasto al motore a 300 metri dalla costa su un fondale infido pieno di secche, 5 miglia fatte in 7 ore con vele tutte spiegate, pinneggiando con la barra e .... pagaiando sporto dalla falchetta), eccomi ridotto così, Sfatto ma Soddisfatto.

Ed allora continuo a godermi questi ultimi giorni in Oceano tra le meravigliose Isole di Lanzarote e Fuerteventura, incomincio a pianificare la traversata di ritorno e dentro me sale la voglia di incontrare ancora gli affetti a me cari, le mie amiche, i miei amici, mio figlio, la voglia di navigare ancora nelle bellissime Pontine, nella Flegree, nelle Eolie dove ho iniziato questo mio viaggio e poi le Ioniche greche, il Peloponneso, le Cicladi ed Amorgos in particolare, il Dodecanneso, Creta...
Wow il viaggio continua.
Buona vita
A

mercoledì 23 febbraio 2011

Tecnica di ormeggio di Vela Latina

Porto di Vueltas, un muraglione con una scaletta scolpita dentro per salire in banchina quando la marea scende. L'alta marea sale fino a 3,20, quindi grandi dislivelli tra alta e bassa.
Ne consegue che le cime devono essere regolate spesso per evitare che in alta la barca sia troppo lontana dal muraglione e che in bassa le cime strappino sulle bitte "appendendo" letteralmente la barca.
Altra conseguenza a cui si incorre è lo sfregamento massivo delle cime in banchina, sopratutto in bassa.
Ed allora... cosa fare
Far lavorare le tre cime sulle drizze in modo da eliminare lo sfregamento e ridurre di molto il lavoro di regolazione.
Grande scuola di ormeggio di Vela Latina
le due drizze usate per la cima centrale e di prua 
la drizza usata per la cima di poppa

vista d'insieme delle tre drizze con relative cime

domenica 20 febbraio 2011

Ad imperitura memoria

Operazione Caicco Fantasma:
Santorini - Dicembre 2009
Arruolati dal mitico Comandante Jack per trasferire un caicco da Santorini a Marmaris, i tre vagarono giorni interi alla ricerca del Caicco. Le foto parlano da sole...
ArrJack













mercoledì 16 febbraio 2011

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore

Quante volte nella mia vita ho pensato che questo detto mi appartenesse veramente. Quante volte ho cancellato, come un file che si cestina, capitoli anche importanti della mia vita solamente per il fatto di non averli davanti agli occhi.
E' il destino che ultimamente è capitato anche all'unica casa che ho sentito mia.
La decisione di lasciarla ed andare a vivere in barca è stata sicuramente la migliore ma il fatto di averla lasciata così, senza particolari rimpianti mi ha un po spaventato, mi sono domandato ".... e allora, è così che tieni alle cose importanti?".
Ed allora, come un fulmine mi è venuta in mente Amorgos, ero fermo a Formia da qualche giorno ed altri mi separavano dal giorno con cui mi sarei ricongiunta a lei, e con paura mi sono chiesto "dimenticherò anche lei?".
Del resto, come altre cose e persone con cui ho vissuto del tempo, anche Amorgos è un legame fatto di piccoli problemi, di impegno, a volte di sofferenza comune, insomma... non tutto è felicita.
Ma alla domanda "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore" oggi in me non poteva esserci che questa risposta:
No,
Non lo è per Amorgos, non lo è stato per la casa di Vindicio dove ho solo fatto la scelta migliore.
Non lo è stato per le persone a cui ho voluto bene che hanno un posto speciale nel mio cuore.
Non lo è per Antimo, anche lui sa di avere un cuore.....
Ed allora eccomi stasera a scrivere a bordo di Amorgos, lei è tornata in acqua stamane, ho liberato di nuovo la sua bandiera al vento, la chiglia si muove di nuovo libera, fra poche ore mollerò le cime che ci tengono fermi ed insieme ricominceremo a scoprire e scoprirci.
Buonanotte amici miei, A
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare