mercoledì 11 maggio 2011

L'Ultima Traversata con Amorgos



Rimango felice perchè mi tornano alla mente le parole di qualcuno che diceva che la vita, il viaggio è un continuo divenire. Rimango felice perchè sono ad Alghero e mi godo il sole sul mare. Rimango felice perchè ho vicino persone a me care. Ma sono giorni ormai che la mia felicità è venata da una vena di malinconia. La consapevolezza di aver terminato un rapporto molto forte, la storia di Antimo con Amorgos.
Ebbene sì amici miei, mentre vi scrivo seduto nella dinette di Amorgos, con le cime assicurate a terra, sono consapevole che non ci sarò più io a scioglierle ed a permettere ad Amorgos di rincorrere il vento.
Amorgos non sarà più la mia compagna di avventure, di viaggi, non solcherà più con me le onde dei mari, non esisterà più sole che ci scalderà,
Addio Amorgos.
Da oggi sarò al timone di un Grand Soleil 46, una splendida imbarcazione a cui devo e voglio dare una nuova anima, meno bella.... più bella.... non so ma sicuramente un'altra storia da raccontare.
Sto cercando un nome da dargli, se avete emozioni da farmi condividere con i vostri nomi fatelo,
Vi aspetto
A









lunedì 9 maggio 2011

Ritorno in Italia


Alghero
40°33'751'' N - 8°18'860'' E

La fine di un viaggio, il mio ritorno in Italia.
Cerco di scrivere raccontandomi ma le emozioni del viaggio mi assalgono, difficile metterle in ordine. Come sempre quando mi emoziono la mia pelle diventa a buccia d’arancio, ed ora lo è.
Seduto in pozzetto, la barca con le cime a terra, la musica che accompagna le mie emozioni, il sole che cala… Tra poco finisce che sono buono da spremere.

Genova, Marzo 2010,
Incontro Amorgos, un amore a prima vista e subito partiamo insieme, scirocco forte si attende per la partenza e poi Portofino, Capraia,l’Elba, l’Isola del Giglio, Montecristo, Giannutri ed ancora piu giù Palmarola, Ventotene e Ponza.

Formia, Giugno 2010
Arrivo a Formia sistemo la mia Amorgos e parto di nuovo, Rotta per Sud e lascio dietro la mia poppa Ischia, Procida, Capri, la costiera Amalfitana e poi il Cilento.
Acciaroli, Maratea e Tropea da dove parto per le Eolie.
Stromboli, Panarea, Lipari, Vulcano, Salina, Alicudi e Filicudi e via alla ruota verso Milazzo e tutta la costa Nord della Sicilia fino a Palermo.



Trapani, Agosto 2010
Mi aspettano le Egadi, Favignana, Marettimo, Levanzo e poi rotta verso Nord con Ustica e ritorno alle Eolie.

Formia, Ottobre 2010
Risistemo un po’ Amorgos e si riparte:
L’Arcipelago della Maddalena, Bocche di Bonifacio, Baleari, Cartagena, Gibilterra, Casablanca, Canarie.














Canarie, Aprile 2010
Rotta per Madeira, poi a Levante verso Gibilterra, di nuovo il Mediterraneo ed eccomi arrivato ad Alghero.

Quante emozioni da portare per sempre con me, come dimenticare i posti, le facce, i sorrisi e quel parlare fatto di tante lingue mischiate tra loro.
Tanti e troppi sono le persone ed i luoghi che ho incontrato, con cui non ho scambiato nemmeno la mail, non c’è n’era bisogno, chi si muove prima o poi si rincontra.

L’anno che è passato è stato il più bello della mia vita, Un Anno in Ciabatte!

Ma il Viaggio continua, Amorgos è cresciuta è continuando la rotta verso Levante quest’anno incontrerà se stessa ad Amorgos.
Il Viaggio non finisce mai,
Buona Vita
Antimo

giovedì 7 aprile 2011

Non Ora

Scrivere del mio rapporto con il Mare, dei giorni passati a bordo di Amorgos è un pò come raccontare di un amore nella sua più profonda intimità, di momenti semplici in cui vivere dolci emozioni. E' difficile scriverlo, descriverlo. Ma poi il Mare ti regala dei momenti, ed altri se ne prende, dove le emozioni diventano lettere, è più facile scriverle.

Isla Graciosa, Canarie:
Dolcissima isola a nord delle Canarie dove trascorriamo alcuni giorni camminando tra lagune interne che si spingono fino alle pendici di un Vulcano, colori incredibili che si fondono e ci rendono felici. Baie incontaminate dalla presenza di esseri umani affacciate su placide acque, altre esposte ai venti ed alle onde del grande Oceano.
Paelle squisite e pedalate in bicicletta, ci prendiamo cura di noi per la traversata che ci aspetta, ci prendiamo cura di Amorgos, guardiamo le previsioni che ci dicono di rimanere li, non si esce con il Nordest che ci soffia in faccia con forza per centinaia e centinaia di miglia.
Io, Marco, Orlando, Paola e Roberta attendiamo che il Mare ed il Vento ci diano segnali propizi.
Ma non arrivano.
Allora decidiamo per un bordo di 265 miglia con rotta 250° per dirigerci a Madeira e con la speranza di incontrare venti favorevoli.
Due giorni e due notti di bolina larga su un mare non formato, piacevoli sensazioni. Al traverso a circa 50 miglia da noi il gruppo delle Isole Selvagge, Selvagem Grande, Selvagem Pequena, Ilheu de Fora, Ilheus do Norte.
La tentazione di virare è grande ma ... siamo in 5 a bordo, tiriamo dritto.
Madeira:
Dolce e bella Isola dove passiamo alcuni giorni scoprendo le bellezze dell'Isola, la sua bellissima e dolcissima frutta, il delizioso baccalà, e sempre gli occhi alle previsioni, nulla di buono ancora nonostante il lungo bordo.
Orlando e Roberta ci salutano, tornano in Italia, le previsioni ci parlano di un Nordest in diminuzione con rotazione a Nord. Prepariamo Amorgos, facciamo cambusa, tanta frutta e baccalà, e siamo pronti per partire, 567 Miglia con rotta 67° per raggiungere lo stretto di Gibilterra, 5-6 giorni di navigazione prevista.
Lasciamo Madeira il pomeriggio del 31 Marzo non senza qualche rimpianto, l'Isola meritava ancora un pò del nostro tempo, ma il Mare ci dice che è ora di andare.
Navigazione Oceanica:
Giorni e Notti che si alternano con ritmi sempre uguali, i giorni si confondono, fatichiamo ad uscire da Madeira per i venti che girano intorno all'Isola, poi incontriamo  Vento favorevole e incominciamo a risalire, guadagnando gradi che possono tornarci utili.
Indossiamo le cerate, il Mare è formato, non le toglieremo per tutta la durata del viaggio.
Come dimenticare la notte in cui il Cielo ed il Mare sono diventati un tutt'uno, stelle sopra e stelle sotto lo scafo, il plancton che illuminava la nostra scia, un alone magico che permeava tutto lo scafo e l'equipaggio. Amorgos di bolina  fendeva le grandi onde oceaniche come se non avesse fatto altro da quanto nata.
Le onde incominciano ad entrare in pozzetto, ci bagnamo, abbiamo freddo ma la vista delle tante tartarughe che incontriamo ci rincuora e ci fa sentire meno soli.
L'alba di uno dei giorni ci regala, abbastanza da vicino, la vista di un enorme spruzzo d'acqua che esce dal mare e sale alto nel cielo. Una grande balena, il mio primo pensiero è quello di sperare che ci passi distante, ma dentro di me bramo dalla voglia di vederla vicina. E poi altri spruzzi che si confondono nel cielo plumbeo di questi giorni, siamo sulla rotta delle balene.
Le onde crescono, siamo costantemente sommersi dagli spruzzi, chiudiamo tutto ma l'acqua entra anche in dinette, Amorgos continua a risalire in bolina stretta, tutto diventa difficile, mangiare, andare al bagno, cambiarsi, tutto è bagnato.
Ed allora ecco che un passero incomincia a girare intorno ad Amorgos, è stremato, non riesce più a volare, si poggia su di noi, all'inizio è spaventato ma poi piano piano inizia ad avere fiducia, posandosi definitivamente su Amorgos, si riposa, ci fa compagnia, siamo tutti stremati e sottoposti al volere del Mare.
Siamo risaliti fino ad avere lo stretto a 95°, chiamo Orlando dal Satellitare per avere un meteo aggiornato. ci dice che fino a domani c'è un Nordest che  gira ad est forza 7.
Faccio due conti, siamo in tempo per arrivare a Tarifa prima che giri, in alternativa il porto di Barbate, 10 miglia a nord dello stretto affacciato sull'Atlantico.
Il mare ci regala un serata deliziosa, le onde si calmano forse perché coperti dalle coste del Portogallo, il tramonto è di quelli che non si scordano, riacquistiamo un pò di forze.
Ore 4, 50 miglia dallo stretto:
Tutto cambia, il vento rinforza e gira a Levante, l'onda cresce velocemente, Randa e motore per cercare di risalire. Duro, durissimo, siamo tutti molto provati, decido di mettere la prua a Nord, si scatena l'inferno, strambiamo, prendo un colpo al braccio, strani pensieri vengono a galla.
Lo stretto è sbarrato, ci ha stappato via come un tappo di sughero dal collo di una bottiglia di spumante, onde enormi si frangono sulla barca.
Il porto di Barbate, impossibile da raggiungere. Saliamo ancora, 40 miglia verso nord, Cadice è al traverso, decido di risalire ancora 20 gradi per avere una bolina larga per tentare di raggiungerlo, guardo le onde, sento il vento, niente da fare si sale ancora verso il Portogallo.
Siamo esausti.
Lottiamo per sopravvivere, lo sappiamo tutti guardandoci negli occhi.
Il Mare comanda, ci porta a Palos de la Frontera, il posto da dove Colombo partì con la Pinta, la Nina e la Santa Maria per le Indie.

A bordo c'è Paola, è nata a Genova, coincidenze?
Non Ora
Entriamo nel canale, non era il nostro tempo per rientrare nel Mare Nostrum.
Grande Mare, grande palestra di vita, Grande Amorgos.
Chiudo con i versi di Antonio Machado
Buona vita, A
Viandante,
sono le tue orme
la via, nient’altro;
Viandante, non esiste la via,
la via si fa camminando.
Camminando si fa la via
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste la via,
ma solo scie nel mare.

martedì 8 marzo 2011

Profumo di Mediterraneo

Lanzarote 28°54'95''N - 13°42'30'' W
E' tempo, il profumo della primavera che inizia a sprigionarsi a Levante incomincia a richiamarmi verso le dolci e placide acque del MEDITERRANEO. Casa mia, dove non capisco i venti come girano, ho sempre una onda corta e frangente che sbatte sulla mia prua ma, è sempre casa mia.  Ho incontrato tanti navigatori che solcano le acque dell'Oceano da tanto tempo ma, incredibilmente, quasi tutti non hanno mai bagnato il loro scafo nel Mediterraneo, colpa dei venti e del mare incontrollabile, colpa dei costi proibitivi delle marine, colpa forse della loro "Ignoranza" ma.... quanto è bello navigare anche nel Mediterraneo.
Ed allora dopo un trasferimento di circa 350 miglia in solitario, solcando il grande mare dell'Oceano Atlantico, le grandi Onde, i suoi maestosi Venti (tranne quando mi servivano veramente per un guasto al motore a 300 metri dalla costa su un fondale infido pieno di secche, 5 miglia fatte in 7 ore con vele tutte spiegate, pinneggiando con la barra e .... pagaiando sporto dalla falchetta), eccomi ridotto così, Sfatto ma Soddisfatto.

Ed allora continuo a godermi questi ultimi giorni in Oceano tra le meravigliose Isole di Lanzarote e Fuerteventura, incomincio a pianificare la traversata di ritorno e dentro me sale la voglia di incontrare ancora gli affetti a me cari, le mie amiche, i miei amici, mio figlio, la voglia di navigare ancora nelle bellissime Pontine, nella Flegree, nelle Eolie dove ho iniziato questo mio viaggio e poi le Ioniche greche, il Peloponneso, le Cicladi ed Amorgos in particolare, il Dodecanneso, Creta...
Wow il viaggio continua.
Buona vita
A

mercoledì 23 febbraio 2011

Tecnica di ormeggio di Vela Latina

Porto di Vueltas, un muraglione con una scaletta scolpita dentro per salire in banchina quando la marea scende. L'alta marea sale fino a 3,20, quindi grandi dislivelli tra alta e bassa.
Ne consegue che le cime devono essere regolate spesso per evitare che in alta la barca sia troppo lontana dal muraglione e che in bassa le cime strappino sulle bitte "appendendo" letteralmente la barca.
Altra conseguenza a cui si incorre è lo sfregamento massivo delle cime in banchina, sopratutto in bassa.
Ed allora... cosa fare
Far lavorare le tre cime sulle drizze in modo da eliminare lo sfregamento e ridurre di molto il lavoro di regolazione.
Grande scuola di ormeggio di Vela Latina
le due drizze usate per la cima centrale e di prua 
la drizza usata per la cima di poppa

vista d'insieme delle tre drizze con relative cime

domenica 20 febbraio 2011

Ad imperitura memoria

Operazione Caicco Fantasma:
Santorini - Dicembre 2009
Arruolati dal mitico Comandante Jack per trasferire un caicco da Santorini a Marmaris, i tre vagarono giorni interi alla ricerca del Caicco. Le foto parlano da sole...
ArrJack













mercoledì 16 febbraio 2011

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore

Quante volte nella mia vita ho pensato che questo detto mi appartenesse veramente. Quante volte ho cancellato, come un file che si cestina, capitoli anche importanti della mia vita solamente per il fatto di non averli davanti agli occhi.
E' il destino che ultimamente è capitato anche all'unica casa che ho sentito mia.
La decisione di lasciarla ed andare a vivere in barca è stata sicuramente la migliore ma il fatto di averla lasciata così, senza particolari rimpianti mi ha un po spaventato, mi sono domandato ".... e allora, è così che tieni alle cose importanti?".
Ed allora, come un fulmine mi è venuta in mente Amorgos, ero fermo a Formia da qualche giorno ed altri mi separavano dal giorno con cui mi sarei ricongiunta a lei, e con paura mi sono chiesto "dimenticherò anche lei?".
Del resto, come altre cose e persone con cui ho vissuto del tempo, anche Amorgos è un legame fatto di piccoli problemi, di impegno, a volte di sofferenza comune, insomma... non tutto è felicita.
Ma alla domanda "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore" oggi in me non poteva esserci che questa risposta:
No,
Non lo è per Amorgos, non lo è stato per la casa di Vindicio dove ho solo fatto la scelta migliore.
Non lo è stato per le persone a cui ho voluto bene che hanno un posto speciale nel mio cuore.
Non lo è per Antimo, anche lui sa di avere un cuore.....
Ed allora eccomi stasera a scrivere a bordo di Amorgos, lei è tornata in acqua stamane, ho liberato di nuovo la sua bandiera al vento, la chiglia si muove di nuovo libera, fra poche ore mollerò le cime che ci tengono fermi ed insieme ricominceremo a scoprire e scoprirci.
Buonanotte amici miei, A
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare

giovedì 13 gennaio 2011

Un mondo sommerso

Puerto de la Restinga - Isla de El hierro
27°38'49N - 17°58'72W

Ultimo fazzoletto di terra europea, immerso nelle acque dell'Atlantico, 800 miglia per NE si fa rotta verso Gibilterra, 2.500 miglia per WSW si arriva ai Caraibi, 700 miglia per SSW per l'arcipelago di Capoverde.
Pareti alte 1000 metri che precipitano ammantate di verde nelle acque cristalline dell'isola, distese di lava e rigogliosi boschi che si conservano da tempi preistorici, verdi vallate, fichi e mandorle in fiore.
Oggi mi sono inerpicato, in senso figurato, dal porto di Restinga fin sopra alle montagne più alte, con la macchina presa da Alfonso (per modo di dire, me l'ha data un privato facendomi firmare un contratto di noleggio per una... bicicletta), una Skoda scarburata che arrancava penosamente nelle tortuose salite al punto che, me ne sono reso conto solo dopo un bel po, io la aiutavo a salire spingendo le braccia sul volante...
Ma torniamo un attimo indietro, oggi dopo un bel po di tempo che non mi immergevo, sono sceso a 25 metri fin sulla cima di un vulcano sommerso, uno spettacolo mozzafiato, l'ho girato per tutta la circonferenza incontrando una tartaruga, uno squalo angelo, banchi di enormi aguglie, enormi cernie che si lasciavano accarezzare dolcemente, murene di ogni tipo, una in particolare ci colore nero gigantesca mi ha fissato a lungo con i suoi enormi occhi verdi, aragoste e tanto altro. Poi sono sceso per qualche metro nella bocca del vulcano, è stato bellissimo.
E poi torno a guardare le nuvole che corrono sotto di me, l'aria è frizzante, sono oltre i mille metri di altezza ma il mare è veramente sotto di me, sopra falchi ed aquile, l'enormi fronde di questi bellissimi alberi, antichi quanto il mondo.
Mangio una parrilla e ridiscendo giù al porto, incontro Domenico, Siciliano che vive qui da oltre 30 anni, mi dice che ha un pezzo di terra dove coltiva e raccoglie frutta ed ortaggi per la sua cucina, fa il muratore ma solo quando ne ha voglia, altrimenti si siede sulla panchina sotto il bar del paese e guarda il mare e si lascia accarezzare dal sole.
Qui, mi dice, vivo bene: io mi faccio i fatti miei e la gente i suoi,  mmmminchia, siculo è.....
E capisco che quest'isola non la dimenticherò mai, una delle più belle che abbia mai visto, gli fa compagnia La Gomera, porto nel cuore Amorgos, la bianca Ponza e pochissime altre.
Ed allora capisco fino in fondo di quanto sono fortunato ad essere qui, l'ho voluto certo ma non tutto quello che si vuole si riesce ad averlo.
Ho ancora delle preoccupazioni che ogni tanto mi affliggono, sono lontano dagli affetti ma questo Viaggio mi sta riempiendo il cuore.
Sono felice di ricevere le vostre mail amici, mi sono care ed è bello leggervi, vi ringrazio e ancora una volta, in prestito da Rodolfo, Buona Vita
(anche a te che vorresti uccidermi solo perchè lo scrivo e lo penso veramente...)

Grazie ad Alisia per questo bellissimo messaggio:
La distanza che vi è tra voi e il vicino che non vi è amico 
è in verità più grande di quella che è tra voi e la persona che amate 
e che vive al di là delle sette terre e dei sette mari. 
Giacché nel ricordo non vi sono lontananze; 
e nell'oblio vi è un abisso che né la voce né l'occhio potranno mai accorciare.
Gibran

lunedì 10 gennaio 2011

Il vento dentro me

La Gomera
28°5'30''N 17°6'52''W
La Gomera, isola lontana dal grande turismo, bella nel suo interno, stupenda vista dal mare, baie incontaminate, pareti a picco sul mare, delfini, balenotteri e .... vento, tanto vento.
Ne ho conosciuti di venti, ho lasciato il forte maestrale, l'insidioso Grecale, il caldo scirocco ed ho conosciuto i dolci Alisei, il difficile vento da sudovest ma soprattutto ho scoperto il vento della mia anima.
Un vento al principio capriccioso, tanto da farmi paura, ma poi, giorno dopo giorno, ho iniziato a capire che non era un vento da affrontare di bolina, piuttosto da prenderlo in poppa, facendomi portare da lui, opponendo la minima resistenza.

La mia anima si è placata, si è lasciata cullare dalle dolci onde che mi spingevano a poppa, giorno dopo giorno i miei pensieri si elevavano sempre più al cielo, e riconoscevo nella scia della mia barca lo spartiacque tra il pensiero positivo e l'effimero della vita.
Si impara molto nell'andare per mare, di colpo tutti i problemi che di solito affollano la mente spariscono, la mente e l'anima guardano un orizzonte finalmente chiaro, dove è facile riconoscere il bene ed il male.
Nel mio viaggiare ho capito, ancora meglio di quanto toccai quest'argomento con Bjorn, che non si è  "liberi di viaggiare", ma si può "viaggiare liberi".
Non si può partire da un porto sapendo che non c'è nessuno che pianga per la tua partenza, ne tantomeno arrivare in un'altro porto sapendo che mai nessuno ti aspetterà.


L'amore, gli affetti partono con te e ti seguono nel tuo viaggio, a noi la scelta di farli salire a bordo o lasciarli sulla banchina.
Alle persone a me care,
Buona Vita A


LA FELICITA' DI ESSERE
Chi potrebbe vivere o respirare
se non esistesse questa Felicità
d'essere simile all'etere
in cui viviamo?
Dalla Felicità d'essere
sono nati tutti questi esseri,
mediante la Felicità
esistono e crescono,
alla Felicità ritornano.


"Taittiriya Upanishad"

venerdì 31 dicembre 2010

Nuvole sull'Atlantico

Los Cristianos
28°2'73''N  16°42'67''W
Si rincorrono, si confondono tra di loro, poche e quasi intimorite dal grande cielo.
Macchie nel blu immenso, sopra di me, intorno a me.
Il loro volo che sembra rovinare l'armonia del tutto e invece mi ricorda che nulla è perfetto.
Alan Parson suona la sua musica, il sole accarezza la mia pelle, una finestra da dove guardare l'anno che sta andando via.
Mi guardo indietro e riconosco la strada che ho percorso, la mia scia visibile ancora nel grande blu, c'è una traccia di me nel mare e lui ha lasciato un solco profondo nella mia anima.
Lontano da casa, ma mai come oggi vicino alle persone che mi vogliono bene, mai come oggi.
Si è veramente lontani solo da se stessi.
Grazie miei amici, grazie per avermi accompagnato in questo mio viaggio, io ero sempre con voi.
Un'amica speciale mi scrive "... si creano troppi castelli per tanti anni che poi all'improvviso, ti scopri esser stati costruiti con la sabbia...nulla è per sempre e niente è uguale o diverso".
Mi tornano in mente le parole di Machado:
"... Viandante, non esiste la via,
la via si fa camminando.
Camminando si fa la via
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste la via,
ma solo scie nel mare."

Serenità amici miei e, in prestito, Buona Vita.
A

venerdì 24 dicembre 2010

Un amore non muore mai

Sono tornato da qualche giorno a Formia per passare le vacanze di Natale con mio figlio Andrea, il 28 prenderò il volo per Santa Cruz de Tenerife dove ho lasciato ormeggiata la mia bella Amorgos.
Troverò di nuovo il dolce vento degli Alisei, il rumore delle onde che dopo miglia e miglia di una corsa libera e felice si frangono sulle coste delle Isole Canarie, il calore del caldo sole sulla mia pelle salata dagli spruzzi del mare.
Tornerò presto in sintonia con la mia barca, gli spazi piccoli torneranno ad ampliarsi, i ritmi della mia vita saranno scanditi da cose semplici ma non per questo banali.
Ma oggi, il mio cuore, la mia anima, sono mossi da un vento diverso, il vento delle emozioni.
Un vento nato poche ore fa, inatteso ma non per questo sconosciuto, che ha preso forza portando il mio cuore subito al largo, lontano dalle coste e da chi potrebbe cercare di trattenere la sua corsa.
E lì, cullato dalle onde, il mio cuore libera le emozioni, nate da un filo di voce tornato a galla, senza più paure, aspettative, rimorsi...
Una barca sulla cresta più alta del suo orizzonte, che rimane in bilico tra il soffio del vento e il ruggito dell'onda, Un cuore, alto sul suo orizzonte, in bilico tra libertà ed amore....
Un equilibrio possibile, che eleva anima e corpo e riflette la felicità del viaggio che ha percorso, un viaggio che non è ricerca ma scoperta.
Felicità amici miei e, in prestito, Buona Vita.
A

mercoledì 1 dicembre 2010

Uomo a terra, si salvi chi può


Non so più che giorno del Duemiladieci
Posizione (sempre quella) 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Mi ricordo che nei miei sogni da bambino e poi da adolescente quando pensavo al mare lo facevo sempre con un certo timore, che dire poi di quando una decina di anni fa mi ricoverarono in ospedale dopo che, riuscendo a tirar fuori dal mare mio cognato dalle onde di Torre Scissura, mi erano completamente usciti gli occhi dalle orbite nel pieno di una crisi di ipoventilazione (si dirà così, boh).
Ed allora il solo pensare a quell’avvertimento, che tutti noi che andiamo per mare speriamo di non dover mai dare, “Uomo a mare” mi si torcevano le budella.
Ma oggi, dopo aver iniziato a conoscere il mare ed a riavvicinarmi a lui, c’è un avvertimento che mi incute un timore ancora maggiore:
Uomo a terra.
E ci sono tanti buoni motivi per aver paura dei terricoli e delle loro abitudini.
In primis perché l’uomo a terra si impigrisce, mangia a quattro palmenti come se l’indomani non ci fosse più cibo da ingoiare, per andare a prendere il latte, 50 metri da casa, prende la macchina e fa tre volte il giro dell’isolato per trovare parcheggio, cammina a testa bassa, evita di guardare gli altri negli occhi e, sopratutto non sorride quasi mai, litiga con il o la compagna, consuma il divano, si sveglia arrabbiato.
In secondis perché l’uomo a terra guarda la TV,  guarda il TG1, e guarda il TG2, e guarda il TG3 e tutti gli altri, e poi Ballarò ed anno zero, Fazio e Saviano ed inizia legittimamente a pensare che glielo stanno mettendo nel didietro, ma poi sente la Clinton che ci dice che Berlusconi è amico suo, e poi legge Feltri e Compagni, ricade in confusione, smette di pensare e continua a prenderlo nel didietro (sarà che inizia a piacerci).
In terzis, quattro e cinque perché i terricoli lavorano, tutti i giorni per poi consumare quello che guadagnano e poi riprendere a lavorare e cosi via, perché ci sono i negozi con tante belle cosine da comprare, e se lo dimentichi te lo ricorda la Pubblicità che ti dice che se non hai quel profumo non ti s….rai mai quella donna, se non hai quell’orologio non sarai mai un uomo di “successo”, se non compri quei pannolini tuo figlio crescerà con evidenti disturbi psichici, e poi…. Il Telefonino, l’oggetto che più di tutti gli altri ti avvicina a Dio.
Ed allora di nuovo a lavorare…
Ed io come tutti, in questi giorni passati al porticciolo di Corralejo, mi sono fatto riprendere da questi meccanismi, è ora di riprendere il largo,
Forza amici miei, c’è la possiamo fare
Hasta Luego

PER COLORO CHE SONO AMICI

Non lasciarti sgomentare
Dagli addii.
Un addio è necessario
Prima che ci si possa ritrovare.
E il ritrovarsi è certo,
dopo momenti o intere esistenze,
per coloro che sono amici.

R. Bach 

giovedì 25 novembre 2010

Il Popolo del mare


Giovedì venticinque Novembre Duemiladieci
Posizione 28°44’47’’N  13°51’85’’W
Fuerteventura (Canarie)
Eccomi arrivato in una delle isole che volevo assolutamente visitare, un’isola con un nome che nel mio immaginario mi ricorda luoghi tropicali, dolci climi e vegetazione lussureggiante, vite che si incrociano in strade ombreggiate da palme e banani, cappelli in testa ed ombrellini per le signore, passi lenti e voci appena sussurrate… ma vi saprò dire cosa invece troverò nei prossimi giorni.
I giorni passati in rada a Isla Graciosa sono stati molto belli, oltre che per la bellezza del posto anche per la sensazione di trovarsi in un crocevia di genti e di imbarcazioni, ognuno con la sua storia da raccontare magari al calar del sole quando, ognuno con il proprio tender, scendevamo in spiaggia e, accompagnati dal canto e dalle chitarre, ci raccontavamo davanti al sole che lentamente si spegneva davanti ai nostri occhi.
Per i navigatori una baia con un ottimo fondo e riparata da quasi tutti i quadranti.
E poi Arrecife, ormeggiati ai gavitelli gratuiti di fronte alla cittadina, con le sue maree, che quando torni a prendere il tender scendendo da piccoli scalini ricoperti di alghe ti accorgi che non puoi andar via perché lui è completamente poggiato sul fondo.
Ed oggi Coralejo, con i suoi pantalanes appoggiati sulle acque dell’oceano.
E in tutti questi posti incontri il popolo del mare, genti che spinti da differenti motivi si incrociano in queste acque, dalla coppia di Americani di Interlude che navigano da tanti anni e che per tirar su l’ancora si parlano con i Walkie talkie, dal Canadese che viaggia dal ’91 e che torna, a suo dire, a casa troppo spesso, ogni 5 anni per rinnovare la patente, dalla coppia di Inglesi con in faccia una rara espressione di serenità che rincontriamo nel salire le pendici di un vulcano, come capretti sferzati dal vento, e loro si fermano a parlarci come se fossimo comodamente seduti davanti ad un caldo te, dal napoletano Karste, tedesco di Germania che parla benissimo l’Italiano e da due anni è in rada a Arrecife per amore di Petra, a tanti altri ed a me, ognuno con destini diversi solchiamo il mare per un motivo comune …
Il mare non è mai stato amico dell’uomo, tuttalpiù complice della sua irrequetiezza
Hasta luego amici miei

OGNI PROBLEMA HA UN DONO

Una parte di te stesso
È sempre in pena per te.
Ma un’altra parte di te stesso
Cresce nel dolore;
tutto dunque va bene.

K. Gibran

giovedì 18 novembre 2010

Tremilacinquecento miglia fa, circa. Le vibrazioni di Amorgos


Giovedì Diciotto Novembre Duemiladieci
Posizione 29°13’15’’N  13°31’73’’W
Isla Graciosa (Canarie)
Ed eccomi qua, dopo circa Tremilacinquecento miglia, a dare fonda nel canale tra Lanzarote e l’Isola Graciosa con un’aspettativa che da sempre naviga sulla superfice della mia anima, il desiderio di pace, di serenità.
Ad un viaggio non è mai possibile scrivere la parola fine, non mi aspetto quindi di trovare la pace in fondo a qualcuna delle strade da me intraprese, ma che il mio viaggio sia un viaggio di pace, si lo desidero …
Ho mollato le cime da Casablanca alle Diciotto del Quattordici Novembre e dopo qualche ora a motore con rotta 270° in modo da prendere le distanze dalla costa Africana ho messo la prua per 220°, spento il motore, aperto le vele ed Amorgos ha iniziato ad essere sospinta in avanti, prima dolcemente e poi sempre più velocemente, verso le Canarie dai mitici Alisei di NE.
Quasi 70 ore di navigazione con venti da 15 nodi a 30 nodi, onde che salivano sino a raggiungere i 6 metri per poi ridiscendere a dolci e docili onde di due metri, Genoa aperto completamente e poi rollato quasi del tutto, a secco di vele e poi con il Gennaker aperto,  varie situazioni ma una costante:
Le vibrazioni di Amorgos.
Mai come in queste tre notti e tre giorni di navigazione si è concessa a me in una maniera così intensa e chiara, mi ha aperto i segreti nascosti nelle sue viscere e mi ha insegnato ad apprezzare la sinfonia della sua musica, come ogni singola vibrazione del suo scafo viene preceduta o seguita da un suo comportamento, dolce e sinuosa mai nervosa, sempre equilibrata.
E non era semplice, brava Amorgos e … Santo Autohelm, se non dormire mi hanno permesso di stendermi ogni tanto rimanendo tranquillo.
Mi aspetta in pozzetto una notte stellata, nel mare della mia anima c’è la luna piena che si specchia, è il viso di mio figlio.
Buonanotte amici miei

IL DOLORE E LA GIOIA
 In verità è il dolore
che ci fa crescere.
Ma è la certezza
della gioia di domani
che ci permette di superarlo.
 Mizar

mercoledì 17 novembre 2010

Casablanca, Il Sole e la nostra guardia privata Rashid.


Sabato Tredici Novembre Duemiladieci
Posizione 33°36’31’’N  7°37’03’’W
Casablanca.
E’ il secondo giorno che sono fermo a Casablanca e come le Lucertole passo la giornata a rincorrere il sole, caldo ed ospitale.
La scelta dei posti dove camminare, dei locali dove mangiare qualcosina o prendere un tè verde è sempre condizionata dalla loro esposizione al sole.
Siamo arrivati alle 5 di mattina del 12 Novembre dopo aver navigato per circa 220 miglia da Algeciras, la maggior parte delle quali, ahinoi, fatta a motore per la totale mancanza di vento.
Lo stesso è valso anche per le  50 miglia necessarie per attraversare lo stretto e aiutare le vele di Amorgos a superare onde e correnti contrarie dello stretto, in modo da portarci al largo ed evitare il pericolo della vicinanza eccessiva alla costa africana.
Ho trovato un ormeggio che mi appariva un pò singolare ma dopo due notti e due giorni di navigazione non sono andato troppo per il sottile. La mattina verso le 11 resuscitato grazie ad un buon espresso italiano mi sono affacciato ed ho visto a fianco di Amorgos un tizio in mimetica con due enormi cani lupi al fianco…. Gli ho sorriso e lui ha ricambiato, scendo e gli dico “… Lebez” e lui mi risponde “…Si, ringraziando Iddio”. Mi spiega che siamo in un’area militare e mi da indicazioni, stentate per la verità, su dove andare a regolarizzare la pratica. Insomma, per non farla troppo lunga, sono ancora qui, senza pagare alcunché, con lui che dalle 7 di mattina alle 7 di sera monta la guardia con i suoi cani ad Amorgos, ed i suoi colleghi che ci scarrozzano in macchina per aiutarci nelle cose che abbiamo da fare, taniche di carburante comprese da riempire con relativa perdita di gasolio sulla tappezzeria della macchina…. Che figura di ... dovrò prima o poi decidermi a comprare delle taniche che non perdano!
Annotazione per i consumatori: ieri abbiamo mangiato in due in un ristorante in una zona tranquilla, spesi 330 dei loro soldi (circa 30 euro), oggi abbiamo mangiato nei vicoli della Medina, cibo molto più squisito, spesi 60 dei loro soldi (circa 5,50 euro), a voi la scelta casomai passiate da queste parti.
Vi voglio bene

Ps Inizio  pensare che forse il mio viaggio non finirà alle Canarie…

ABBIAMO GIA’ UDITO TUTTO

In noi portiamo
Tutta la musica:
essa giace negli strati
profondi del ricordo.
Tutto ciò che è musicale
È reminescenza.
Al tempo in cui
Non avevamo nome,
abbiamo, probabilmente,
già udito tutto

E. Cioran